Recensione di Musica Del Delfin di Pablo Marquez, ECM, 2007

 

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Pablo Marquez è un chitarrista classico argentino la cui abilità e virtuosismo sono stati messi a disposizione di situazioni, collaborazione e ambiti musicali disparati e diversi tra loro. Ha suonato con gruppi quali Ensemble Intercontemporain, nonché con gruppi di musica tradizionale argentina, studiando anche con il maestro di bandoneon Dino Saluzzi, mentre il suo coinvolgimento con la musica contemporanea ha portato anche lui a collaborare con compositori come Luciano Berio, Gyorgy Kurtag e Maurizio Kagel.

Musica Del Delfin, uscito per la ECM New Series nel 2007, è una raccolta di musiche di Luys de Narvàez, musicista e compositore spagnolo nato nel 1500. I 17 pezzi contenuti nel cd erano stati originariamente scritti per la vihuela, uno strumento simile alla chitarra in voga nel 16 ° secolo e che oggi viene visto da molti come un precursore dell’attuale strumento a sei corde che conosciamo e tratti dalla raccolta di Navarez pubblicata nel 1580 come Los Seys Libros del Delphin de Musica, dove si trovano diversi tipi di fantasie, brani secolari e canzoni religiose. Per questa incisione, Marquez ha scelto diciassette di queste quaranta opere. Lo stesso Marquez nel bel libretto che accompagna il cd (puro stile ECM) sottolinea il suo più profondo rispetto per la musica di Narvaez di lavoro, spiegando come gli siano accorsi venti anni lo studio della musica rinascimentale al fine di dotarsi delle necessarie abilità per poter suonare con la chitarra classica queste composizioni: uno dei suoi obiettivi era quello infatti quello di dimostrare la assoluta attualità della musica rinascimentale mostrando come essa possa essere riprodotta anche senza vihuela e con la moderna chitarra classica. Non si può non confermare che l’obiettivo è stato raggiunto con successo! Marquez riesce a creare un ambiente elegante e intimo, rendendo Musica del Delphin un cd bello, piacevole, orecchiabile e rilassante, in grado di offrire numerosi spunti di riflessione. Queste musiche non sono tenui ricordi di un passato ormai estinto, ma nelle mani di Marquez diventano momenti sospesi, composizioni astratte, veri ideali musicali riportate alla vita dal discreto e gentile virtuosismo di questo grande chitarrista.

 

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