THIS CLOSE by Janet Feder, bandcamp, 2015

Janet Feder - THISCLOSE - T H I S C L O S E merch

Recensione di THIS CLOSE by Janet Feder, bandcamp, 2015

https://janetfeder.bandcamp.com/

THIS Close è il quinto album realizzato dalla chitarrista americana Janet Feder, musicista che ha sviluppato un linguaggio musicale molto personale, traendo ispirazione da diverse fonti separate come il folk, jazz, minimalismo, classica, d’avanguardia e anche la musica pop. A partire dai primi anni novanta ha iniziato a sperimentare con la sua chitarra, lavorando con diverse accordature, aggiungendo oggetti alle corde, elaborando un suono originale, personale e unico.
Per questo suo disco uscito nel 2015 la Feder ha creato nove canzoni quasi ossessionanti. Più che di suoni qui si parla di atmosfere, ‘atmosfere sonore intime per ciascuna di queste canzoni, che suonano più come l’essenza distillata di un’idea musicale molto più grande e più profonda. In queste canzoni, Janet Feder esplora e porta al limite l’ambito timbrico delle sue chitarre preparate, lasciando che questi strumenti risuonino nello spazio fisico dello studio di registrazione, in tre brani, tra cui l’apertura “Crows” and “Ticking time Bomb,”, Feder canta con una voce fragile, molto intima, delicatamente manipolata in studio che intensifica il delicato, nucleo emotivo delle sue canzoni.
Alcuni dei suoi pezzi strumentali, come “No Apology” e “You As Part Of A Whole,” hanno un sfuggente qualità cinematografica, suggestiva solitaria, lontana. Altri come “Happy Everyday, Me” e “Happy Everyday, You” mostrano uno spirito ottimista più innocente. Janet Feder ama il suono della chitarra e cerca di ogni modo di farlo diventare espressione musicale, ancora prima degli arrangiamenti, delle melodie e della sua voce, che a volte ricorda quella di Joni Mitchell.
Inserendo piccoli oggetti, anche di uso comune, nelle corde delle sue chitarre e banjo, sulle quali primeggia una Danelectro baritona, Janet Feder ottiene sonorità molto particolari e inusuali, immerse in un contesto sonoro molto minimal, al massimo qualche percussione e qualche nota di piano.
Un disco davvero particolare, fidatevi di Janet Feder e lasciatevi ammaliare.

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