Intervista con Francesco Silvestro (Luglio 2016)

francesco4

http://www.francescosilvestro.com/Home.htm

Quando hai iniziato a suonare al chitarra e perché? Che studi hai fatto e qual è il tuo background musicale? Con che chitarre suoni e con quali hai suonato?

Ho iniziato all’età di 9 anni e per me è stato molto automatico e naturale farlo in quanto “figlio d’arte”. Ascolto musica da quando ero nel grembo di mia madre che prima che nascessi preparava il suo Diploma di chitarra nel Conservatorio.
Ho studiato presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce con il M° Oronzo Persano e dopo aver terminato il percorso formativo e accademico che mi ha portato a conoscere e saper praticare in linea generale tutti gli stili musicali dal XVI al XX secolo, ho scelto di concentrarmi su uno studio più approfondito della musica contemporanea. Anche questa scelta è stata abbastanza immediata per me perché il M° Persano è un grandissimo compositore del nostro tempo, un amante e cultore dell’Arte contemporanea nel suo significato più profondo. Dopo il Diploma ho voluto perfezionarmi anche nella musica da camera, continuando a praticarla con altrettanta passione. Amo gli archi ma la mia predisposizione è certamente per il solismo. Durante i miei concerti suono con una Scandurra del 2006 mentre per lo studio mi piace spesso cambiare gli strumenti, suonando con una Contreras, una De Bonis, una Giannini ed una Ramirez. Quest’ultima più di tutte.

Come è nata l’idea di realizzare il cd Ero alle Porte Dell’Est.Forse? Come mai la scelta della musica di Oronzo Persano?

L’idea di produrre il CD “Ero alle porte dell’Est. Forse” ha radici profonde ed articolate. Ho inciso questo disco in un periodo non proprio sereno della mia vita. Rappresenta per me quindi una scossa, un cambiamento di pagina rispetto a spiacevoli avvenimenti che mi sono accaduti a partire da un paio di anni prima dell’uscita del disco. Come sempre la scelta è stata molto naturale, anche liberatoria. Vedevo e sentivo in questa musica a me così familiare la strada che mi avrebbe permesso di continuare a lavorare bene, con la stessa passione ed entusiasmo che prima stavo rischiando di smarrire. Il rapporto che mi lega al M° Persano è fortissimo. Lui rappresenta per me una delle figure principali della mia vita alle quali devo l’infinito. Non potevo non ripartire dai suoi capolavori. Questo progetto discografico rappresenta in un certo senso una rinascita del mio ego artistico.

Sono passati più di due anni dalla sua realizzazione, quali sono state le reazioni del pubblico e della critica?

Francamente sono talmente legato a questo lavoro che qualunque siano i risvolti sento sempre e comunque la vittoria in mano. Devo dire che la critica mi ha lasciato davvero soddisfatto. Abbiamo avuto l’onore di ricevere l’esaustiva recensione di Renzo Cresti, uno dei principali musicologi e critici musicali italiani. Senza dimenticare le critiche dei giornali “Quotidiano” e “Repubblica”.

francesco1

Quale significato ha l’improvvisazione nella tua ricerca musicale? Si può tornare a parlare di improvvisazione in un repertorio così codificato come quello classico o bisogna per forza uscirne e rivolgersi ad altri repertori, jazz, contemporanea, etc?

Quando si parla di improvvisazione solitamente i miei pensieri vanno al jazz, ma si tratta di un genere che francamente ho praticato pochissimo se non quasi per nulla. Per quanto riguarda il mio rapporto diretto con l’improvvisazione posso invece dirti che, dopo essermi avvicinato così tanto alla musica contemporanea del mio maestro, ormai è quasi automatica la mia convinzione secondo la quale si può improvvisare e soprattutto essere liberi nell’interpretazione di un brano. In “Prefica salentina”, per esempio, Persano lascia talmente tanta libertà all’esecutore che decide di non assegnare un tempo in chiave. Addirittura nella pagina antistante la prima consiglia all’esecutore la durata indicativa del brano. Ero così libero da vincoli che ho avuto difficoltà inizialmente ad approcciarmici.

In che modo la tua metodologia musicale viene influenza dalla comunità di persone (musicisti e non) con cui collabori? Modifichi il tuo approccio in relazione a quello che direttamente o indirettamente ricevi da loro? Se ascolti una diversa interpretazione di un brano da te già suonato e che vuoi eseguire tieni conto di questo ascolto o preferisci procedere in totale indipendenza?

La consapevolezza dell’influenza esterna sulla mia metodologia musicale è stata frutto di un lungo processo, nel senso che solo con il passare degli anni, avendo raggiunto una discreta maturità musicale, mi sono reso conto dei cambiamenti subiti, fortunatamente molto spesso in termini positivi. Mi incuriosisce provare un diverso approccio o una diversa metodologia sullo strumento, ma le mie certezze rimangono ben salde, soprattutto se si entra nel mondo dell’estetica musicale. Senza presunzione mi sento di sostenere che quasi sempre preferisco le mie interpretazioni rispetto a quelle degli altri; con ciò non intendo dire di non voler ascoltare altri chitarristi o di non apprezzarli, anzi, sono sempre molto entusiasta di conoscere i miei colleghi e di condividere con loro le varie correnti di pensiero che il mondo dell’arte ci offre.

Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione” musicale?

Non credo che la storia della musica scorra senza un interesse per il suo decorso cronologico, un interprete quasi sempre conosce gli stili del periodo che va ad affrontare. Piuttosto, l’ascoltatore potrebbe a volte confondersi e cadere nell’inganno.

Ci consigli cinque dischi per te  indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta..

Che ardua scelta! Diciamo che amo spaziare quando ascolto la musica. Preferisco spezzare l’ascolto prediligendo stili e generi completamente differenti tra loro. Personalmente sceglierei le opere dei più grandi compositori di ogni secolo, non solo per chitarra: Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti, le “Sonate per chitarra ed archi” di Niccolò Paganini, le “Sonate per chitarra sola” di Mauro Giuliani. A mio parere non dovrebbe comunque mai mancare l’ascolto di uno dei più grandi compositori del romanticismo, Fryderyk Chopin, e delle Sinfonie tardo romantiche di Igor Stravinskij o Sergej Prokofiev. Non ho citato la musica dei giorni nostri perché sono arrivato a cinque, ma porterei anche un sesto CD, “Ero alle porte dell’est. Forse” di Oronzo Persano.

Con chi ti piacerebbe suonare e chi ti piacerebbe suonare? Che musiche ascolti di solito?

Più che altro direi che mi piacerebbe continuare a suonare con gli amici con cui collaboro. Suonare con loro per me è importantissimo, ma ancora più importante è lo stare bene insieme. L’unione e l’amicizia è fondamentale per crescere musicalmente secondo me. Tra i miei sogni infatti non c’è quello di suonare con grandi nomi del panorama della musica classica. Piuttosto mi piacerebbe conoscere chi ancora non ho avuto modo di conoscere, imparare ancora qualcosa in più e magari condividere insieme esperienze musicali. Ascolto molto i concerti per strumento solista ed orchestra. Una delle composizioni che mi piacerebbe enormemente suonare è sicuramente il Concertino per chitarra e orchestra di Alexandre Tansman. È un lavoro che ho in cantiere da un po’ e spero di riuscire presto a realizzarlo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Su cosa stai lavorando?

Preferirei non rivelare progetti futuri per il momento perché rischierei di rovinare una sorpresa ad una persona a me cara. Detto ciò, devo stare molto attento a rispondere a questa domanda perché potrei dilungarmi troppo. L’eventualità di dilungarmi troppo su questa questione risveglia in me non solo un sentimento di entusiasmo e di orgoglio, ma alimenta anche la consapevolezza che tutto ciò che ho in mente è frutto di un immenso amore e passione per il mio lavoro. Altre pubblicazioni devono ancora essere realizzate: prodotti discografici sia per sola chitarra che per due chitarre e violino. Ultimamente sono impegnato in attività di promozione culturale in campo musicale nella mia città, Brindisi. Sto lavorando per allargare tali iniziative e renderle sempre più importanti, cercando di coinvolgere artisti di un certo rilievo, non soltanto locali. In cantiere ci sono anche altri lavori simili. Per esempio l’apertura di un’associazione culturale a Brindisi, l’organizzazione di un festival e un’Accademia di chitarra classica che non abbia la funzione soltanto di scuola ma che funga anche da via d’accesso all’immenso mondo della seicorde classica.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s