Toru Takemitsu: Complete Music for Solo Guitar di Franz Halàsz, Grammofon AB BIS, 2000

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Recensione di Toru Takemitsu: Complete Music for Solo Guitar di Franz Halàsz, Grammofon AB BIS, 2000

“During the 1970s, Takemitsu began composing for the guitar. Guitar music occupies an important place within his oeuvre. In fact, Takemitsu wrote even more pieces for guita then Heitor Villa-Lobos. Takemitsu played the instrument at a rudimental level, which explains his idiomatic way of composing. Every composition seems to have been thoroughly tested on the instrument of the composer. Takemitsu also had the benefit to of working with the best players in the world, including Julian Bream and John Williams. According to Bream, Takemitsu once said that the guitar was the instrument he loved most.” *

Ben ventiquattro brani per questa monografia ad opera del chitarrista tedesco Franz Halàsz, una vera biografia musicale per il compositore giapponese così amante della sei corde. Un gran disco, suonato magistralmente e con una eccellente qualità di incisione che tiene conto anche di un buon riverbero che amplifica le emozioni che la chitarra di Halàsz riesce a generare. Non posso che consigliare questo cd a chi si accinge a conoscere la musica per chitarra composta da Takemitsu, con una sola spesa qui si possono ascoltare i quattro pezzi di chitarra di All In Twilight composti nel 1987 per il grande Julian Bream, i tre Folios, le prime composizioni per chitarra datati 1974, i tre brani che compongono In the Woods, Equinox del 1993 e tutte, ma proprio tutte le 12 Song con l’aggiunta dell’arrangiamento per chitarra di The Last Waltz.

“…Takemitsu writes: ‘The guitar is a beautiful instrument full of tonal variety. Although sometimes described as a “miniature orchestra”, it cleary does impose considerable functional limitations on the performer. But it is precisely these limitation that endear the instrument to a composer or arranger and ignite his curiosity.’” *

La qualità di esecuzione è di altissimo livello per tutti i brani, Halàsz sembra avere la giusta sensibilità per trasmettere quel senso di dolcezza autunnale e di struggente melodia che caratterizza la musica di Takemitsu. La bellezza di queste musiche risente infatti nella capacità dell’interprete di porsi in empatia con le qualità che contraddistinguono l’originalità del compositore giapponese. Il suo amore Messiaen e di Cage, la sua particolare percezione del gusto del silenzio visto come qualcosa non contrapposto alla musica ma come un fondale su cui il suono appare e scompare e da cui le note emergono o scompaiono senza alcun segnale di contrasto, la sua idea di spazio/non spazio o di distanza sintetizzabile in quel termine “Ma” derivato dal teatro No e che si ritrova alla base dell’insegnamento scintoista, il suo amore per i giardini e per l’acqua, unite con il rispetto per la tradizionale musica Gagaku e per musica da film sono le cifre stilistiche di Takemitsu e hanno dato luogo a uno stile compositivo dove l’autore si rivela attraverso un quadro sonoro che assomiglia a quei dipinti zen realizzati con poche linee essenziali senza mai togliere il pennello dalla tela. Una essenzialità poetica e un’eleganza formale che si riescono a comprendere solo con un ascolto che consideri la sua musica come un panorama sonoro in movimento e non un semplice insieme di note. Basta ascoltare Over The Rainbow per capire.

* Per F. Broman nel libretto del cd

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