#Recensione di Dieci minuti all’alba omaggio a Giorgio Gaslini, di Andrea Monarda, Stradivarius, 2016

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Recensione di Dieci minuti all’alba omaggio a Giorgio Gaslini, di Andrea Monarda, Stradivarius, 2016

“Dopo aver conversato a lungo con Berio riguardo alla composizione, mi disse che la composizione stessa poteva essere sintetizzata in una sola parola: Psicologia.”*

Ho incontrato Gaslini a Milano, nell’agosto del 1992. Ero a Milano per assistere al concerto all’aperto del grande Barney Kessel: Gaslini salì sul palco e suonò per tre quarti d’ora, senza fermarsi un solo istante, quarantacinque minuti circa di continuo, inarrestabile flusso musicale, come intro per il grande chitarrista americano, che assisteva seduto tra il pubblico a pochi metri da me. Io non sapevo chi fosse quel gentiluomo vestito di bianco, elegantissimo, ripeto ero lì per Kessel e per la sua chitarra e io il jazz ancora lo masticavo poco, ma quei quarantacinque minuti di musica così intensa, profonda e carica di energia mi sono rimasti dentro, così mi è rimasta impressa la memoria di quel gentiluomo della musica. Anni dopo, ascoltando i suoi dischi capì che quella sera d’estate aveva suonato la musica di Albert Ayler e considero quei 45 minuti come la mia personale introduzione al mondo del free-jazz: non avrei potuto essere più fortunato.
Un grande uomo e un grande musicista Gaslini, uno dei grandi dotati di una visione musicale a 360 gradi che lo rendeva un improvvisatore, un interprete e un compositore davvero unico. Perché Gaslini non fu solo un grande jazzista, ma anche un didatta e sì anche un compositore: proprio a Venezia, la mia città, nel 1966 per il Teatro La Fenice avvenne la prima assoluta della sua Chorus per flauto solo eseguita da Severino Gazzelloni, all’epoca uno dei principali interpreti della Neu Musik.
Gaslini se ne è andato il 29 luglio 2014, esattamente due anni fa, singolare che proprio oggi, 29 luglio 2016, mi sia deciso a scrivere la recensione per questo cd, “Dieci minuti all’alba omaggio a Giorgio Gaslini” uscito quest’anno per l’etichetta indipendente italiana Stradivarius, ad opera del chitarrista italiano Andrea Monarda. Questa coincidenza non era calcolata.
Definito ‘virtuoso della chitarra’ da La Repubblica e ‘un chitarrista a venti dita!’ dal compositore Luis De Pablo, che ritroviamo in questo cd, Monarda è un chitarrista davvero interessante, impegnato nella diffusione sia del repertorio tradizionale sia di quello contemporaneo. Dimostra abbondantemente le sue doti in questo cd dove interpreta musiche composte da Luis Bacalov, Jeffrey Levine, Gilberto Bosco, Giorgio Colombo Taccani, Alessandro Solbiati, Luis De Pablo, Luciano Berio e, ovviamente, Giorgio Gaslini. La musica di Gaslini, “Dieci minuti all’alba” apre e da il titolo al cd, è l’unica opera composta e dedicata alla chitarra, è ovviamente molto diversa dal jazz che ricordo di aver ascoltato in concerto, ma ne mantiene una progressiva accumulazione di tensione, una “nevrosi accumulativa” che trova il suo sfogo ideale alla fine del brano, una tensione che ritroviamo anche in “Aspectos” di Luis Bacalov, dove il compositore argentino, famoso in Italia per aver composto le musiche de “Il Postino” di Massimo Troisi, da libero sfogo ai suoi richiami personali al tango, in brano caratterizzato da un forte cromatismo. Clima molto più sereno e disteso, invece, per le “Impromtu Variationes” del compositore statunitense Jeffrey Levine, dedicate al chitarrista Parke Hill, dove si uniscono sia la formazione accademica di Levine sia il suo interesse per le improvvisazioni del jazz. Brano molto strutturato e complesso la “Fantasia (alla Passacaglia)” di Gilberto Bosco, autore anche di altre opere per chitarra come Rifrazioni (1976) per chitarra sola, Piccoli Arcobaleni (1994) per due chitarre e A due d’improvviso(1994) per chitarra e clavicembalo. Brano complesso dove si alternano “frammenti melodici ascendenti e in continua tensione si alternano a ribattuti velocissimi nel piano e nel registro grave”. Anche Giorgio Colombo Taccani ha una interessante esperienza nella composizione per chitarra: prima di questo suo evocativo “Erma” aveva già composto altre opere come Memoriale (2004) per chitarra sola e A perfect beat of (2011) per due chitarre. Alessandro Solbiati nello scrivere per chitarra richiama l’idea dello strumento come una piccola orchestra. Questo suo “Studio n. 1” del 1997si compone di due suggestioni, la prima, iniziale, legata all’alba, a ciò che nasce, che si apre e la seconda, in cui si sviluppa, all’orchestra. Prima esecuzione assoluta per la “Turris Eburnea” di Luis De Pablo, da lui stessa definita come “uno studio formale di alcune delle possibilità strumentali della chitarra. Posso riassumerle in quattro: 1. Intervalli melodici di terza, forte, sovrapposti a ornamenti velocissimi e nel pianissimo..; 2. Inversione di questa idea tramite il cambio di registro; 3. Trasformazione: la melodia si tramuta in pedale. 4. nuova idea in contraddizione alla precedente: regolarità e staccato. Chiude, e con questa scelta, l’interprete si collega alla citazione di Gaslini, la Sequenza XI di Luciano Berio, da Monarda così definita “Berio non elabora solamente una polifonia di suoni, ma anche una polifonia di azioni, una metapolifonia che genera una nuova dimensione gestuale e teatrale. Le due anime della chitarra, classica e flamenca, si contrappongono tanto nella dinamica quanto nel tocco e nell’intenzione espressiva. Sequenza, come titolo, non implica nessuna relazione con la musica religiosa medioevale, ma si riferisce solo al fatto che il brano sia basato principalmente su ‘sequenze’ e sovrapposizioni tanto di generi armonici quanto di differenti tipologie di azioni strumentali.”
Si tratta di un cd molto complesso, le cui musiche e anche il dipinto di Alessandro Lama, “Contrappunti Cromatici”, esposto nella cover, rendono giusto omaggio a Giorgio Gaslini, Monarda è un eccellente interprete e si muove a suo agio in un repertorio tecnicamente impegnativo, caratterizzato da una continua tensione di base, da un cromatismo a volte esasperato, da una ricerca che va oltre alla semplice contrapposizione tra melodia, tonalità e atonalismo. L’ascolto che richiede è sicuramente impegnativo e complesso, ma sa regalare molte soddisfazioni. Lo ritengo indispensabile anche per chi vuole approfondire la personalità del grande jazzista e pianista italiano. Un grande omaggio.

* Giorgio Gaslini dal libretto che accompagna il cd

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