“Bosco Sacro” (Composer: F. Biscione/ Soloist: G.Chiaramonte)

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“Bosco Sacro” – Concert for guitar and string orchestra

COMPOSER _ Federico Biscione http://www.federicobiscione.it/
GUITARIST _ Giuseppe Chiaramonte http://www.giuseppechiaramonte.it/
Orchestra dell’Assunta in Vigentino
CONDUCTOR _ Paolo Volta
Live in Milan (May 20th, 2015) – Chiesa dell’Assunta in Vigentino

Credits:
Sofia Costantini – Silvano Landonio (audio recording)
Stefano Mariani (audio editing)
Amos Mariani – Mah! Video (video editing)

COPYRIGHT BY EDIZIONI SCONFINARTE – Rovato (Brescia)

—I – Sfingi (Ieratico)
All’entrata del parco si trovano due statue di sfingi, e una di queste reca l’enigmatica ammonizione «Tu ch’entri qua pon mente / parte a parte / et dimmi poi se tante / maraviglie / sien fatte per inganno / o pur per arte». In questo che è in pratica un breve preludio per l’intero concerto, la musica evoca un dialogo tra un viaggiatore e queste creature di pietra, un dialogo interiore, quasi un dialogo con la propria coscienza.
II – Il Bosco Sacro (Agitato)
Uno sguardo generale sul senso e sul significato complessivo dell’intero giardino, la sua funzione di monumento, il dolore che ne è motivo basilare; da qui il generale tono melanconico. Questo momento si configura come il tempo principale del concerto.
III – La bella addormentata (Sognante)
Questo tempo lento è ispirato alla statua della donna addormentata (forse nel sonno eterno), vegliata da un piccolo cane dall’apparenza, invece, assai vigile. Non sappiamo con certezza chi sia rappresentata in questa scultura, se una ninfa dei boschi, o l’Armida della Gerusalemme Liberata, o forse la dedicataria stessa del complesso, la defunta moglie di Vicino Orsini.
IV – «Ogni pensiero vola» (Molto mosso)
È l’iscrizione (non decifrata) che si trova scolpita intorno alla bocca di un dragone mostruoso e terrorizzante. La bocca stessa è l’entrata di una stanza ombrosa, che viene illuminata fiocamente attraverso gli occhi del dragone stesso, che fanno da finestre. In questa scultura si è voluto adombrare, con ogni probabilità, un’entrata agli inferi. Musicalmente siamo di fronte a una specie di scherzo.
V – Il Tempio (Tempo del Bosco Sacro)
È il tempietto al quale si perviene alla fine del percorso. Adagiato alla sommità di una piccola altura, sembra alludere al compimento di una trasformazione interiore, a una catarsi avvenuta, a una pacificazione con la sorte avversa, dopo molte dolorose peripezie. Introdotto da una breve cadenza del solista, questo movimento ricapitola il materiale musicale del II tempo, conducendolo a una coda in movimento moderato, che chiude il concerto in atmosfera rasserenata, anche se ancora vagamente malinconica.

[ITA]
A Bomarzo, presso Viterbo, si trova uno dei luoghi più incredibili che si possano mai vedere. Si tratta di un vasto parco rinascimentale, detto Bosco Sacro, pieno di statue mostruose e gigantesche (da cui l’altro nome più comune di Giardino dei Mostri), la cui ispirazione letteraria nasconde probabilmente un percorso di carattere alchemico che non è stato ancora del tutto ricostruito. Voluto dal nobile Vicino Orsini (che lo fece edificare a partire dal 1552 con l’aiuto di famosi architetti tra cui Pirro Ligorio), l’intero complesso sembra sposare in toto l’estetica del meraviglioso che sarà tipica del barocco, come si evince dall’iscrizione «Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi»; ma forse la molla più importante fu il dolore per la prematura scomparsa dell’amatissima moglie, la nobildonna Giulia Farnese, cui l’intero complesso è dedicato, forse in forma di grande monumento funebre. A questo potrebbe alludere l’iscrizione «Sol per sfogare il core». I cinque tempi del mio Bosco Sacro (2002), per chitarra e orchestra d’archi, sono ispirati ad altrettanti luoghi del parco, e si susseguono senza interruzione.
(FEDERICO BISCIONE)
 
 
[ENG]
One of the most incredible places you could ever hope to see lies in Bomarzo, near Viterbo. It is a large park laid out in Renaissance style called the Holy Wood and it is full of huge statues in the form of demons. Its literary inspiration is probably based on a walk with an alchemic theme about which not much is known. Built by nobleman Vicino Orsini (starting in 1552 based on a project by famous architects including Pirro Ligorio), the entire complex seems to engage entirely with the aesthetics of the sublime so typical of the Baroque period, and so aptly conveyed by the inscription «You who errantly travel the world, in the hope of seeing wonders tall and splendid, come here, where there are monstrous faces, elephants, lions, ogres and dragons»; Perhaps the desire to alleviate his pain after the premature death of his beloved wife, noblewoman Giulia Farnese, to whom the entire complex is dedicated, led to the building of the park possibly as a grand funereal monument. The inscription «but to lighten the heart» may well allude to this sad event. The five tempos of my “Bosco Sacro” (2002) for guitar and string orchestra, are inspired by places in the park and follow on from each other without a break.
(FEDERICO BISCIONE)

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