Suite Candanga di Alvaro Henrique, Centaur Records, 2013

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Recensione di Suite Candanga di Alvaro Henrique, Centaur Records, 2013

Forse questa recensione dovrebbe essere scritta da una architetto, sicuramente appassionato di musica, magari seguace di Oscar Niemeyer il grande architetto brasiliano, collaboratore di Le Corbusier, uno dei principali ideatori di questa città, Brasilia, considerata da molti una via di mezzo tra il desiderio funzionale di una capitale e la volontà di una utopia, di una tabula rasa architettonica da cui edificare la città del futuro, forse l’ultima grande spinta positiva di un paese gigante e generoso prima di cadere sotto una dittatura militare.
Brasilia quindi, una celebrazione del modernismo e dell’architettura.. ma la musica e Brasilia? Si chiede giustamente il chitarrista brasiliano Alvaro Henrique nel libretto che accompagna questo cd… e la musica? E la musica contemporanea? Già dov’era la musica contemporanea quando Brasilia veniva innalzata? Il Tropicalismo, come movimento e scena musicale, era ancora a venire…ma qualcosa poteva essere fatto per il cinquantesimo anniversario della creazione della città. E’ stato così che è stato deciso questo cd, con tre nuove composizioni commissionate appositamente per l’occasione, una dal compositore Jorge Antunes, che vive proprio a Brasilia, la seconda da Carlos Alberto da Silva, sempre brasiliano e la terza da un compositore da un compositore che ha vissuto all’estero (Mario Ferraro) . Il cd, come potrete facilmente immaginare, fortemente brasiliano, inizia con un arrangiamento di Alvaro Henrique del Grand Triumphal Fantasy on the Brazilian National Anthem op 62 del pianista statunitense Louis Moreau Gottschalk.
Il brano di Carlos Alberto da Silva, da Pernambuco, si intitola The Reconstruction of Brasilia, utilizza la melodia dell’inno nazionale per ricreare l’utopia dello “Spirit of Brasilia” nel XXI secolo.
La “Little Suite da Brasilia”, di Mario Ferraro, ci presenta una composizione in cinque movimenti che descrive le caratteristiche del capitale del Brasile, come la bellezza del tramonto presso il Plateau Central e la delicatezza dei fiori locali.
Jorge Antunes, in “Brasilia 50”, ha scritto un’opera in 16 parti in cui ogni movimento raffigura un evento storico avvenuto durante i primi 50 anni di Brasilia. Esso comprende l’omicidio di John Kennedy, la guerra del Vietnam e lo sbarco dell’uomo sulla luna. E’ forse la composizione più complessa, ma anche la più interessante: è stata pensata per chitarra e nastro, dove il nastro registrato comprende estratti di interviste, discorsi e altre canzoni che aiutano a capire a quale evento viene dedicato ciascun movimento.
Questo cd, oltre a celebrare una ricorrenza, è stato anche un’ottima idea per ripensare in termini musicali un mito politico e architettonico, si tratta di un progetto molto interessante che potrebbe essere preso a modello da altri chitarristi e compositori: in passato musica e architettura sono spesso andate a braccetto nel comune sforzo di creare non solo luoghi fisici adatti nella creazione e nell’ascolto della musica, ma soprattutto come esempio di reciproco scambio di idee e ispirazioni, basti pensare a Xenakis e a Le Corbusier. Non sarebbe male riprendere queste abitudini. Molto bravo il chitarrista Alvaro Henrique, disco consigliatissimo.

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