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Recensione di Japanese Guitar Music Vol. 2 di Shin-ichi Fukuda, Naxos Records, 2016

Il Maestro Shin-ichi Fukuda torna a incidere il secondo volume di questa Japanese Guitar Music, dopo il precedente cd interamente dedicato a Toru Takemitsu. Questo secondo cd, infatti ( mi auguro che ne seguano altri), getta luce nel mondo della musica contemporanea giapponese, un mondo non riconducibile esclusivamente all’importante figura di Takemitsu, ma che nel suo insieme annovera altri compositori che si sono dedicati alla seicorde classica con altrettanta energia e interesse.
In questo cd troviamo le musiche di Toru Takemitsu, o meglio un brano solo “A Song of Early Spring” parte dei suoi 12 Songs for Guitar, brano originariamente composto da Akira Nakada, compositore e organista, nato l’8 Luglio 1886 a Tokyo e morto il 27 novembre 1931. Gli altri branIl secondo brano è “Canto funèbre” di Hiroshi Hara. Hara si è laureato nel 1957 a Tokyo, presso la University of the Arts (formata nel 1949 dalla fusione della Scuola di Belle Arti di Tokyo e la Scuola di Musica di Tokyo). Si è trasferito in Francia nel 1961, dove ha continuato la sua formazione studiando al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica a Parigi, tornando in Giappone nel 1964. Nel 1968 la Seikei University Guitar Society gli richiese di scrivere un trio per loro, iniziando il suo personale coinvolgimento nel mondo della chitarra. Il risultato fu una Suite di quattro movimenti, di cui il terzo, intitolato Canto funèbre l’anno successivo (1969) venne pubblicato come un solo, dedicato al chitarrista Seiko Obara, con una struttura divisa in tre parti, la prima in Si minore, la seconda in Re maggiore, la parte finale in La maggiore. Il brano è un lamento funebre, dove alla tristezza seguono i dolci ricordi del passato, seguiti poi dal dolore e dalla consapevolezza della realtà.
Il terzo compositore, qui presente col suo brano “Epitase”, è Akira Miyoshi, nato a Tokyo, ha avuto lezioni di pianoforte e composizione dalla più tenera età, studiando il violino con Kozaburo Hirai. Miyoshi è andato in Francia nel 1955 per studiare composizione al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Parigi, studiando con Henri Challan e Raymond Gallois Montblanc. E ‘stato fortemente influenzato in questi anni dal lavoro di Henri Dutillieux. Scrive su di lui Luciana Galliano: “Miyoshi Akira appartiene a una scuola di pensiero compositivo peculiarmente giapponese, nel suo meditare fra una bella scrittura accademica di scuola francese e un sincero ma sempre garbato aderire a linguaggi di avanguardia.”. * In questo cd è presente con due composizioni : Epitase e Cinq poemes pour la guitare. La prima è parte di una composizione per duo di chitarra intitolata Protase e dedicata al chitarrista Mikio Hoshido, che la eseguì la prima volta nel 1975. Cinq poemes pour la guitare è invece una composizione molto differente, fortemente influenzata dalla scuola francese, e legata alla struttura degli haiku giapponesi.
Shin-ichiro Ikebe ha scritto musiche per molti registi giapponesi e per numerosi film di Akira Kurosawa, tra cui Kagemusha (1980), MacArthur’s Children (1984), Sogni (1990), Rapsodia in agosto(1991), Madadayo (1993), e Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001) e le musiche in questo cd riflettono la sua formazione “cinematica”. “A Guitar Bears and She Keeps Hoping” è il risultato musicale della sua vista ai campi di concentramento di Auschwitz e di Terezin, un brano legato alle esperienze di dolore vissute in questi posti terribili. “Theme of Katja” invece nasce direttamente dalla mjusica per film, quella per Spy Sporge diretto da Masahiro Shinoda, solo per chitarra che unisce tra loro il tema dell’Internazionale e quello di Theme of Katja, una delle parti principali della colonna sonora.
Il Maestro Tosho Hosokawa si sta rivelando, al momento, come il miglior erede che il Giappone potesse immaginare per Toru Takemitsu. Di formazione occidentale (ha studiato con Isang Yun a Berlino e con Klaus Huber e Brian Fernyhought a Friburgo). Il Maestro ha saputo e voluto dedicare alla chitarra classica della pagine davvero interessanti come la sua Serenade del 2003, commissionata dal chitarrista finlandese Timo Korhonen, per due movimenti In the Moonlight e Dream Path che Shin-ichi Fukuda esegue utilizzando la sua personale accordatura (E-A-D flat-G e) e le sue Two Japanese Folk Songs: Komoriuta e Sakura, dedicate al chitarrista Markus Hochuli, da lui eseguite nel 2004.
Questo secondo cd è stato davvero una bella sorpresa: personalemnte non conoscevo le musiche dei Maestri Hara, Miyoshi e Ikebe, confermandomi invece altri ascolti del Maestro Hosokawa. Il Maestro Shin-ichi Fukuda si conferma un interprete davvero notevole e c’è solo da sperare che con la Naxos continui in questa sua intelligente proposizione del repertorio di autori giapponesi per la chitarra contemporanea.

* Luciana Galliano, Yogaku Percorsi della musica giapponese del Novecento, Libreria Editrice Cafoscarina, 1998, pag. 202

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