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Recensione di La Mascarade di Rolf Lislevand, ECM, 2016

Il Maestro Rolf Lislevand ha un grande, unico, terribile difetto: ci fa troppo aspettare. L’ultimo suo lavoro Diminuito per la ECM è datato 2009, sette anni sono lunghi, lunghissimi per chi ama la sua sublime e nobile arte. Allo stesso tempo è vero però che Lislevand sa farsi immediatamente perdonare, bastano poche pochissime note del Prélude in ré mineur di Rober De Visée, il brano che apre questo splendido e indispensabile cd, per far sparire l’attesa, il desiderio e far apparire il piacere e la pura soddisfazione che l’ascolto delle musiche da lui interpretate ci sono regalare. Anche questa volta l’attesa è stata ripagata con un disco, sia benedetta la casa discografica ECM, in solo per chitarra barocca e theorbo di musiche di due virtuosi assoluti come Francesco Corbetta e Robert De Visée

“There is something fascinating about proportions, how in the intimate music of theorbo or guitar of the seventeenth century may be found the same architectural ratios as in the Versailles palace and its gardens, a complete universe in the one case of sound, in the other of space.”

Su Francesco Corbetta scrive in maniera elegante e efficace Mario Dell’Ara nel suo libro Manuale di Storia della Chitarra Vol 1: “Con la sua possente personalità e la sua esperienza ormai cosmopolita, unite alla sua generosità artistica e alla sua indiscussa valentia di virtuoso che non temeva confronti, Francesco Corbetta trovò un ambiente ideale nella capitale francese, dove il dilettantismo chitarristico del re era obbligatoriamente seguito da quello cortigiano.”**
Il disco, Le Mascarade, si divide tra cinque brani di Corbetta e dieci di De Visée, perfettamente intrecciati tra loro, in modo da lasciare all’ascoltatore il piacere di indovinare, di cercare di scoprire l’autore.

“I realized how a very few notes could be a gesture more gracious than any movement of a human body, more figurative than a whole landscape in a painting, and more articulate the most perfect poetry.”

Lislevand è un interprete superbo, un vero campione, un genio dall’incredibile sensibilità musicale e dalla profonda intelligenza artistica. La sua tecnica semplicemente virtuosistica è sempre e unicamente al servizio della musica, le sue interpretazioni non saranno di stretta osservanza filologica ma sono un inno all’intelligenza e alla creatività artistica e presentano delle riletture tanto interessanti quanto moderne nella loro incredibile attualità. Questa musica è pace per lo spirito e cibo per la mente. In questo Lislevand non è però solo: la qualità di registrazione è semplicemente eccellente e la ECM è riuscita a ottenere due risultati. Il primo offrirci, grazie alle qualità dello studio della radio della Svizzera Italiana a Lugano e al suo ingegnere Stefano Amerio un suono che unisce pulizia, colori e un tono tanto bilanciato quanto ricco di sfumature e di venature, il secondo permettere di riconosce a chi ha già ascoltato i dischi della casa discografica tedesca il suo famoso riverbero, il suo marchio di fabbrica che qui viene usato in maniera perfetta e equilibrata con il risultato di mettere ancora più in evidenza lo splendido suono degli strumenti del Maestro Lislevand e di donare loro la giusta profondità e senso di prospettiva spaziale.

“I realized that a piece of the seventeenth century Baroque music is a speech to be understood, whereas later Classical and Romantic music consists of paintings to be perceived emotionally.”

Mi sembra giusto concludere questi pensieri, un po’ in libertà, citando nuovamente il Maestro Mario Dell’Ara a proposito di Robert De Visée: “Stimato dai contemporanei e dai posteri come il miglior chitarrista francese dell’epoca, Robert De Visée fu allievo, così dice la tradizione, di Francesco Corbetta, ma la sua personalità e la sua musica sono in netto contrasto con quella del maestro. Spirito vivace, estroso giramondo, fiero della propria indipendenza, Corbetta visse libero come un favoloso liocorno, lasciandosi catturare di tanto in tanto per il piacere di farsi ammirare. Su De Visée, invece, non si sa quasi nulla. La sua arte si dischiuse nel caldo tepore della benignità nobiliare. Se la musica di Corbetta è specchio dell’affermazione individuale, liberazione dei sentimenti in forma immediata nel moto degli umani affetti, quella di De Visée possiede la compostezza formale e morale, la semplicità lineare, l’equilibrio del gusto francese.”
Disco eccezionale. Artista eccezionale. Registrazione eccezionale.

* Rolf Lislevand dal libretto che accompagna il cd
** Mario Dell’Ara, Manuale di Storia della Chitarra Vol 1, Berben, 1988, pag. 51

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