#Recensione di Ringlike di Paolo Sorge, Improvvisatore Involontario, 2015 su #neuguitars #blog

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Cito testualmente dal sito internet di Paolo Sorge: http://www.paolosorge.com/

“Il titolo di questo mio nuovo progetto (trad. dall’inglese come un anello, o in forma di anello) si riferisce innanzitutto al principio che ne costituisce l’ispirazione primaria: l’esplorazione in fase compositiva, performativa e improvvisativa di varie forme di “ciclicità” musicale.
Cerco di mettere in primo piano la pulsazione e il contrappunto ritmico. Sono da sempre convinto che anche l’espressione musicale più astratta possa risultare comunicativa e coinvolgente se l’ascoltatore ha la possibilità di riconoscere la ciclicità di un ritmo, di percepire la ritmicità di un gesto musicale o il ciclico ritorno di un elemento tematico già ascoltato poco prima, o magari di abbandonarsi docilmente alla trance indotta dalla reiterazione di un elemento sonoro. La presenza di una sezione ritmica jazz che “pulsa” in maniera pressoché costante è funzionale a questa strategia comunicativa.”
Nuovo disco e nuovo progetto per il multiforme chitarrista italiano Paolo Sorge che torna a incidere per la benemerita Improvvisatore Involontario a qualche anno di distanza dall’ottimo cd per quartetto di chitarre elettriche Tetraktys.
Ad accompagnare il chitarrista italiano un sestetto composto da Carlo Cattano al flauto, flauto alto, piccolo e al sax soprano, Marco Caruso al sax contralto, Gaetano Cristofaro al clarinetto basso, Sebastiano Bell’Arte al corno, Alberto Fidone al contrabbasso e Peppe Tringali alla batteria. Gruppo la cui composizione ricorda il nonetto organizzato da Gil Evans per il suo monumentale “Out of the Cool” con il clarinetto basso e il corno chiamati ad allargare la tavolozza timbrica e a dare un tono più scuro al suono complessivo della band chiamata a suonare accattivanti melodie e raffinati arrangiamenti, caratterizzate però da una notevole accuratezza formale e da una scrittura altrettanto precisa e elegante.

Paolo, nel suo sito, parla giustamente di un suo deliberato sforzo comunicativo volto a far maggiormente apprezzare una musica che è invece frutto di un notevole sforzo esecutivo e compositivo espresso dalle complesse geometrie ritmiche e armoniche da lui create. Otto i brani da lui creati per questo ascolto circolare che si chiude giustamente e idealmente con il brano “intro”. Bravissimi i musicisti, tutti eccellenti interpreti e improvvisatori, deliziosa la chitarra di Sorge che sa ritagliarsi i suoi giusti spazi (è pur sempre il disco di un chitarrista) elaborando suggestive e impressionistiche fughe che impreziosiscono ancora di più questi brani, così espressivi. Bravo ancora Paolo!

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