#Recensione di Paolo Sorge Trinkle Trio, Auand 2003 su #neuguitars #blog

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“E’ sempre notte; se non fosse così noi non sentiremmo tanto il bisogno della luce.” Thelonius Monk

 

Scrive Arrigo Polillo nel suo trattato sul Jazz: “Thelonius Monk era “strano”: su questo tutti sono d’accordo. Strano l’uomo e strana anche la sua musica. Tuttavia se l’uomo è rimasto un enigma quasi per tutti, la sua musica, col passare degli anni, è stata capita perfettamente; anche coloro che non l’hanno saputa analizzare hanno alla fine percepito la sua tanto conclamata stranezza come un nuovo tipo di logica.”

Il trio del chitarrista Paolo Sorge, completato dalla tuba di Michel Godard e dalle percussioni di Francesco Cusa, si lancia con coraggio e determinazione nella rilettura della musica densa e rude, angolosa e cupa del grande Monk, infatti eccetto il primo e l’ultimo brano (Prologo e Epilogo dello stesso leader) vengono qui rivisitate undici perle oramai patrimonio della musica del ‘900, da Evidence a Misterioso, da I Mean You a Monk’s Mood. Operazione non esente da rischi, ma che qui viene assolta e svolta in modo creativo, innovativo e decisamente godibile. Vedersela con Monk non è cosa semplice, la sua è una musica complessa dalle atmosfere tese, stravolte, e inquietanti in pieno contrasto con le atmosfere serene, coi suoni tersi e lievi che i maestri del cool avevano messo ai suoi tempi di moda. Giocare con la sua poetica musicale, gli spostamenti d’accento, i ritardi, gli anticipi, il suo uso degli spazi dei silenzi e il suo tumultuoso impeto ritmico, significa rivedere e reinterpretare gli aspetti fondamentali del suo discorso musicale e del suo swing, recuperando una musica che non è affatto semplice nelle strutture ma è elementare, quasi primordiale nell’ispirazione e nelle motivazioni. Paolo Sorge e il Trio Trinkle elaborano costruzioni sonore dalle prospettive sghembe eppure miracolosamente equilibrate in una musica buia in cui le dissonanze balenano e scoppiano come fuochi d’artificio e in cui si avverte la caparbietà di chi non sapendo o volendo muoversi con disinvoltura nel labirinto delle norme codificate vuole tuttavia coi mezzi a sua disposizione esprimere ciò che ha dentro scrivendo una nuova mappa, una nuova geografia.

Terza incisione nel catalogo della Auand, che conferma sempre l’eccellenza e la qualità dei suoi prodotti, interessante anche l’idea della traccia cd rom.

Indispensabile per chi ama il Paul Motian Trio e un disco come News for Lulù di John Zorn.

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