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Recensione di Staubzucker di Marios Joannou Elia, Aesthis Records, 2015

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Staubzucker, ovvero zucchero a velo.
Marios Joannou Elia (classe 1978), è un compositore e direttore artistico cipriota. E ‘stato il direttore più giovane nella storia della Capitale europea della cultura (2013-15) e, sia pur già così giovane può contare su un curriculum artistico davvero impressionante. Nel 2015 ha realizzato questo disco “Staubzucker” che ha vinto ben tre Medaglie d’Oro al Global Music Awards 2016 in California, rispettivamente nelle categorie Classical Contemporary, Album e Creativity and Originality.
Un risultato davvero notevole per un disco di non facile ascolto e che potrei definire come post-moderno: un album che non assomiglia alla “tipica” musica contemporanea e allo stesso tempo è lontano dai cliché dei classici dischi per chitarra classica. Staubzucker è un disco eclettico con cui Elia sembra volere esplorare le infinite possibilità della chitarra, in particolare nell’ambito della musica da camera. I brani qui registrati sono nove, il più vecchio “In Between” composto nel 1999, mentre il più recente “Cursed” risale al 2008. I contrasti all’interno delle diverse composizioni sono evidenti sia per le formazioni adottate sia per le soluzioni compositive: in With a Pair of Scissors and a Thousand Threads (2002) per violino e chitarra, il chitarrista suona simultaneamente due chitarre classiche, Cursed (2008) per chitarra classica e elettrica, sviluppato su una singola nota, in netto contrasto con Staubzucker (2007) per quartetto di chitarre che viene trasformato da Elia in un ensemble di percussioni attraverso l’imitazione di 23 differenti suoni percussivi suonati dalle chitarre, assieme all’aggiunta di elementi vocali. Tutto questo si unisce a un forte uso della citazione di frasi e riff presi da molti generi musicali che vengono sviluppati in maniera intelligente e allo stesso tempo complessa, a volte si ha quasi un senso spiazzante di dejavu: si sembra di riconoscere una frase, un contesto ma il flusso musicale non permette di identificare, di ricordare quella che forse era un’eco, un ricordo o appunto una citazione.
Un disco davvero interessante, non solo per la qualità delle musiche qui presentate ma anche perché questi nove brani mostrano la presenza di un percorso musicale evolutivo dedicato alla chitarra e alle sue possibilità espressive, un percorso che voglio sperare non si interrompa con questo eccellente disco.
Sicuramente uno dei meriti di Staubzucker è l’eccellente livello qualitativo dei musicisti qui coinvolti che si dimostrano perfettamente a loro agio nell’interpretazione delle musiche di Elia, anche per aver lavorato a lungo col compositore cipriota. I miei complimenti a Kostas Tosidis (chitarra), Ronny Wiesauer (chitarra elettrica), Georges-Emmanuel Schneider (violino), Chih-Hui Chang (violoncello), Yorgos Nousis e Kostas Tosidis (duo di chitarre) e il Miscelanea Guitar Quartet, davvero notevoli. Consigliatissimo.

1 Ontologie Kubik
2 Soliloquy
3 Im Spiegel
4 Apophis
5 In Between I. Tragedy
6 II. Elegy
7 Cursed
8 With a Pair of Scissors and a Thousand Threads
9 Maneuver
10 Staubzucker

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