#Recensione di We Aliens di Unnatural Ways, Tzadik, 2016 su #neuguitars #blog

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Recensione di We Aliens di Unnatural Ways, Tzadik, 2016

C’è una band di alieni che si agita nel quartier generale della Tzadik a New York. O forse è solo una band newyorkese nel suo elemento naturale. La obi che accompagna ogni disco prodotto dalla casa discografica indipendente di John Zorn recita testualmente “A lynchpin of the Oakland rock/improv scene and now based in Brooklyn, Ava Mendoza has been taking Downtown NY by storm, performing with many of the best musicians around and leading her own dynamite bands.”
“Dynamite bands”, perfetto, definizione più che azzeccata, perchè Unnatural Ways è il progetto principale della chitarrista di Brooklyn Ava Mendoza. A dire il vero la band si era formata nel 2012 nella sua città originaria Oakland, California, con altri due musicisti della costa ovest Dominique Leone (tastiere) e Nick Tamburro (batteria). Il trio si è trasferito a New York nel 2013, cambiando formazione fino all’attuale trio che ascoltiamo in questo cd, che prevede Ava Mendoza alla chitarra/voce, Tim Dahl al basso e Sam Ospovat alla batteria.
Questo We Aliens esce significativamente per la Spotlight Series, dalla Tzadik dedicata a “new bands and musical projects featuring some of the most adventurous young musicians around”, questo cd è infatti caratterizzato da un suono molto personale; tagliente, pesante… forse psichedelico. Si potrebbe parlare di una forma di diretta, scura e allo stesso complessa di avant rock contaminato da altre forme come la libera improvvisazione, un blues urbano e deformato, schegge punk nevrotiche, una musica tesa, nervosa, potente con un suono davvero, davvero massiccio e sinceramente eccitante.
Si potrebbe ascoltarlo in loop questo disco, l’inizio e la fine sono due tagli sonori netti, come due bruschi risvegli in un flusso di suono e di ritmo incalzante, frenetico e elegantemente selvaggio. Un gran lavoro davvero che rende onore alle abilità tecniche musicali dei musicisti, non lasciatevi ingannare da un ascolto facile e approssimativo: l’apparente ruvidezza delle loro note nasconde un elaborato e…. elegante percorso musicale, una tecnica eccellente e una notevole creatività, un citazionismo postmodernista ben mescolato. Grande band, grande musica. Grandissima, grandissima Ava Mendoza, una delle chitarre più eccitanti oggi sulla scena, si merita tanto.

1. Cosmic Border Cop
2. Tinfoil Hats
3. Most of All We Love to Spy
4. Surveillance Superstar
5. Blowback Blues
6. Extraterrestrial Suicides Are on the Rise
7. Control of the Outmost Colonies
8. Is This a Refuge
9. Terraforming

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