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Recensione di A Gift di Gerard Cousins, Galles Music, 2008

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Gerard Cousin è un chitarrista britannico, di formazione classica, laurea presso University of Leeds e diplomato pressi Enschede Conservatorium (Olanda) ha al suo attivo quattro cd, tutti realizzati con la sua casa discografica Galles Music. Dei quattro questo è il secondo, inciso nel 2008, interamente dedicato alla musica contemporanea di compositori giapponesi, cubani e inglesi, più due brani (Elystan e July 18) dello stesso Cousins.
Il giappone è rappresentato dal compositore Takashi Yoshimatsu, autore di due brani, il primo intitolato “Wind Color Vector” del 1991, è parte di una più grande sonata dedicata agli elementi naturali del vento, acqua e cielo, ed è diviso in tre parti. Come Takemitsu, Yoshimatsu è principalmente un autodidatta, ho trovato alcuni riferimenti su di lui nel libro Yogaku di Luciana Galliano: “interrotti gli studi regolari si dedicato per un periodo della sua vita a suonare in gruppi rock, jazz e hogaku, fino al 1980, quando vince un concorso di composizione inaugurando una ragguardevole messe di premi.” Il suo secondo brano si intitola “Canticle”, ispirato dall’elemento naturale della Terra e prevede anche l’uso di overtones religiosi.
Il brano che da il titolo al cd, “A Gift”, nasce dal ritrovamento nel computer del compositore britannico Robert Jacob, di alcuni frammenti composti per chitarra sola. Uno di questi sembrava completo e fu intitolato A Gift, è un brano caratterizzato da una natura jazzistica, come Cousins spiega nel libretto che accompagna il cd: “the opening chords suggested Miles Davis”.
Altro compositore britannico presente nel cd è John Kenneth Tavener, diretto discendente del compositore e organista John Taverner. Uomo caratterizzato da una profonda religiosità e interesse verso gli aspetti mistica della vita, in questo suo Chant del 1984, esplora le possibilità melodiche e liriche dello strumento creando delle atmosfere placide e quiete.
Cuba. Quando si dice Cuba nell’ambito della chitarra contemporanea, si parla ovviamente di Leo Brouwer, probabilmente il più grande compositore vivente per chitarra classica. In questo disco Cousins suona due suoi pezzi: il primo “Viaje a la Semilla” (2000) il cui titolo è tratto da un racconto dello stesso nome dello scrittore cubano Alejo Carpentier. In esso, la vita del protagonista è rivista come una progressione dalla vecchiaia alla culla. Il secondo brano è invece il più famoso Hika in Memorium Toru Takemitsu, dedicato alla sua memoria e che richiamo elementi presi da alcune opere del compositore giapponese. Cousins suona questo brano come una sorta di anticipazione del brano “Tune for Toru” del compositore Mark-Anthony Turnage, britannico, autore soprattutto di musica orchestrale, è stato influenzato anche dal jazz, da Miles Davis in particolare. I suoi studi musicali sono stati con Oliver Knussen, John Lambert ed in seguito con Gunther Schuller. Brano che chiude il cd.
Se dovessi riassumere l’ascolto di questo cd parlerei di calma, di senso dell’attesa, di atmosfere diverse da quelle che ci possiamo aspettare da un disco di musica contemporanea, eppure allo stesso tempo interessanti e coinvolgenti. Gerard Cousins offre a queste composizioni e ai loro autori una tecnica eccellente e un perfetto controllo dello strumento, enfatizzando i colori che la chitarra classica sa da sé naturalmente creare. Suggerisco questo cd a chi non si riconosce nello stile compositivo seriale o di Darmstadt.

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