#Recensione di Nicola Jappelli Guitar Music di Andrea Dieci, Brilliant Classic, 2013 su #neuguitars #blog

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Recensione di Nicola Jappelli Guitar Music di Andrea Dieci, Brilliant Classic, 2013

“Questo progetto ha rappresentato per me l’opportunità di affrontare un repertorio assolutamente inedito discograficamente, in gran parte composto per me e dedicato a me. Lo sento come il disco più personale tra quelli che ho inciso.” Andrea Dieci

http://www.nicolajappelli.it/

La prima volta che ho ascoltato la musica di Nicola Jappelli è stato con il cd di Eugenio Becherucci “The Guitar Music of the Next Age” del 2001, il brano era “Su Echi di Mompou” del 1994, composto da tre movimenti, piccolo omaggio al pianista e compositore catalano, liberamente ispirato dal tema che caratterizza il terzo movimento della sua raccolta 6 Impresiones Intimas.
E’ con molto piacere che ritrovo le sue musiche in questa opera omnia prodotta dalla Brilliant che raccoglie la sua copiosa produzione per chitarra realizzata in un arco di tempo che va dal 1995 di Luglio ’95 (Interlude) al 2011 di Overshadow (Nocturne), dedicato, assieme al trittico Light Frameworks (2002), Sectional Drawings (2004) e Sharp Outlines (2007), al chitarrista che ha realizzato questo cd, Andrea Dieci, che con questo disco inizia la sua collaborazione con questa casa discografica.
Nella sua intervista per il blog Neuguitars, Andrea Dieci parla di una collaborazione ormai più che decennale iniziata proprio con il trittico di cui dicevamo pocanzi e che è continuata con il recupero di altri brani giovanili come Orizzonte ad Est e le Sei Intonazioni, che sembrano riassumere i trattoi stilistici adottati da Jappelli: un linguaggio armonico avanzato, ricco sì di contrasti ma che esprime una serenità assolutamente piacevole, e lo studio approfondito delle possibilità e delle sonorità offerte dalla chitarra.
In Fly Far Away troviamo invece un dialogo tra due chitarre, in continuo movimento tra tensione e rilassamento, dove lo stesso Jappelli, eccellente chitarrista, decide di unirsi a Andrea Dieci.
La scrittura di Jappelli è sicuramente idiomatica e tradisce la sua natura di chitarrista, i brani sono ben scritti, orchestrati e ricchi di sensibilità e di colore, colore che spesso Jappelli cerca con soluzioni come quello di cambiare l’accordatura dello strumento, abbassando e alzando l’intonazione delle corde, esplorando le possibilità espressive, cambiando lo spettro tonale dello strumento, creando così nuovi effetti armonici. Bello e piacevole.

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