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Recensione di Claudio Ambrosini Song Book for Guitar di Alberto Mesirca, Kairos, 2016

Alberto Mesirca firma questo cd, pubblicando un opera davvero notevoli sotto diversi punti di vista: proviamo ad analizzarli assieme.
La casa discografica viennese Kairos, fondata da Barbara Fränzen and Peter Oswald nel 1999, da sempre dedita alla musica contemporanea, pubblica per la prima volta un cd interamente dedicato alla chitarra, un solo guitar cd. La cosa non è un evento da poco, se consideriamo che nella sua storia questa casa discografica ha dato spazio nel proprio catalogo altre volte al nostro strumento preferito con i cd dedicati a Helmut Lachenmann, Luca Francesconi, Dai Fujikura, Elena Mendoza, Brian Ferneyhough e Ming Tsao, ma mai aveva pubblicato un intero cd per sola chitarra.
Avevo già ascoltato alcune composizioni per chitarra create dal compositore veneziano Claudio Ambrosini, artista con un curriculum lungo e raffinato, fondatore dell’Ex Novo Ensemble, ma non ero a conoscenza di un repertorio così vasto e interessante: questo cd presenta ben 21 brani dei quali solo tre, Ciaccona in labirinto, Notturno (Tombeau per Jimi H. e Canzone Curva detta “dell’occhiolino”, non sono world premier recordings e sempre la maggior parte di essi non è mai stata eseguita in concerto. Si tratta quindi di una mole di “materiale musicale” inedita, composta tra il 1973 e il 2013, una sorta di percorso musicale molto “intimo” e personale di assoluto interesse.
Altra cosa molto interessante è che non avverto un passaggio temporale, non avverto cioè una sorta di evoluzione stilistica: tra la Canzone Curva detta “dell’occhiolino” del 1973 i Tre Studi “en plein air” del 2013 sono passati quarantanni ma non riesco a sentire questo spazio temporale. Tutti i brani presentano una scrittura idiomatica raffinatissima, che dimostra una conoscenza approfondita delle qualità intrinseche della chitarra classica e un uso sapiente delle sue possibilità sonore. Sotto certi aspetti e con le dovute differenze, le composizioni di Ambrosini mi ricordano l’atteggiamento musicale di Takemitsu nei confronti del rapporti tra suono, spazio e silenzio: la musica di Ambrosini non si pone in contrasto col silenzio ma sembra nascere da esso per entrare nello spazio, muoversi a suo piacere all’interno di esso senza mai occuparlo veramente e poi lasciarlo, lasciando dietro di se un eco sonora indefinita.
Inoltre vorrei attirare l’attenzione su un aspetto che negli ultimi anni viene dato banalmente per scontato: la qualità di registrazione. Anni fa era abitudine nelle recensioni dare un’opinione non solo sulla qualità artistica di ciò che si ascoltava ma anche di come si ascoltava e cioè del modo in cui il cd era stato registrato. In questo cd la bellezza della registrazione svolge un ruolo primario: le musiche di Ambrosini necessitano di un “respiro” particolare, di un’ambienza particolare in cui poter esprimere al meglio tutte le loro sfumature e far risaltare le doti di un interprete che riesce a eseguirle al massimo della sua concentrazione e della sua capacità di entrare in simbiosi col proprio strumento.
Quindi questo cd vede promossi col massimo dei voti la casa discografica, la Kairos, il compositore, Claudio Ambrosini,l’inteprete, Alberto Mesirca e i tecnici dello studio di registrazione Virtual Studio di Treviso, Andrea de Marchi e Matteo Costa che hanno saputo creare la “catena perfetta” realizzando un capolavoro. Bravi.

1. Arie e danze
2. I‘mbrazilian

Tre Studi “en plein air”
3. I. Notturno
4. II. Aube
5. III. Bus Stop
6. Canzone d‘ombre
7. Nulla nox sine linea – Notturno I
8. Nulla nox sine linea – Notturno II
9. Notturno con sogno
10. Priapo assiderato
11. Ciaccona in labirinto (called Ciaccona del giglio)
12. Tantalo sorridente
13. Notturno (Tombeau per Jimi H.)
14. Canzone molle
15. Rap
16. Canzone a perdere
17. Song of Innocence, Song of Experience

Tre Studi sulla prospettiva
18. Nr. 2 Canzone curva, detta “dell‘occhiolino”

Three Holograms
19. I. Janus ipse, dixit
20. II. Rabdomante (Mosè?)
21. III. Arcimboldo docet

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