#Recensione di El Aleph 20th and 21th Century Guitar Music di Smaro Gregoriadu, Delos Productions, 2016 su #neuguitars #blog

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Recensione di El Aleph 20th and 21th Century Guitar Music di Smaro Gregoriadu, Delos Productions, 2016

http://www.smarogregoriadou.com/
https://www.reverbnation.com/smarogregoriadoureinventingguitar
http://kertsopoulosaesthetics.blogspot.it/2012/08/smaro-gregoriadou-reinventing-guitar-ii.html

Borges: “vidi l’Aleph, da tutti i punti, vidi nell’Aleph la terra e nella terra di nuovo l’Aleph e nell’Aleph la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto, e provai vertigini e piansi, poiché i miei occhi avevano visto l’oggetto segreto e supposto, il cui nome usurpano gli uomini, ma che nessun uomo ha contemplato: l’inconcepibile universo”.

Continua l’esplorazione musicale di Smaro Gregoriadu, se nel precedente cd, Reinventing guitar II, aveva interpretato con le sue particolari chitarre, frutto del lavoro e delle intuizioni di Kertsopoulos Aesthetics, la musica barocca di Scarlatti, Bach e Handel, qui la troviamo alle prese con un repertorio invece contemporaneo. L’obiettivo, come scrive lei stessa nel libretto che accompagna il cd è duplice: “My purpose, therefore, is twofold: to provide historically informed, well-substantiated, compatible guitar interpretations of Renaissance and baroque music that at the same time can be fresh, alive and convincing; and to offer a new reading for new repertoire, suitable for modern audiences and venues.”
Il repertorio qui eseguito comprende composizioni di Peyrot, Barrios, Ponce, Henze, Koshkin, Hickey, Eespere, Rak, e della stessa Gregoriadou, il cui brano, El Aleph after Jorge Luis Borges, eseguito da Open Source Guitars, diretti da Helmut Oesterreich.
Se avevo già familiarità con le musiche di Barrios, Ponce, Henze e Koshkin, non conoscevo le musiche di Fernande Peyrot, importante compositrice svizzera del 20simo secolo, Sean Hickey, compositore americano, la musica spirituale di René Eespere e di Štěpán Rak, che conoscevo solo come interprete.
Il risultato è un recital molto interessante che presenta nuovi lavori assieme ad altri più conosciuti, Un’altra conferma delle capacità di Smaro Gregoriadu, sia come interprete che come compositrice.

«Disse che la casa gli era indispensabile per terminare il poema, perché in un angolo della cantina c’era un Aleph. Spiegò che un Aleph è uno dei punti dello spazio che contengono tutti i punti. […] “Si, il luogo dove si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli. Non rivelai a nessuno la mia scoperta ma vi tornai ancora…”

Fernande Peyrot: Préludes pour Guitare
20. I. Larghetto
21. II. Moderato
22. III. Scherzando vivace
23. IV. Vivo con fuoco – più lento cantando – Tempo I
Agustin Barrios:
24. Prelude in C Minor
25. Las Abejas
26. Aire de Zamba
27. Danza Paraguaya No. 1
Manuel Ponce:
28. Thème, Varié et Finale
Hans Werner Henze: Drei Tentos
29. I. Du, schönes Bächlein
30. II. Es ndet das Aug oft
31. III. Sohn Laios
Nikita Koshkin:
32. Toccata
Sean Hickey:
33. Tango Grotesco
René Eespere:
34. Tactus Spiritus
Štěpán Rak:
35. Temptation of the Renaissance
Smaro Gregoriadou: El Aleph after Jose Luis Borges (for guitar ensemble)
36. I. Prism
37. II. Cantus
38. III. Yo, no…

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