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Recensione di Guitar Ladies di Heike Matthiesen, 2016

“Quando a esibirsi è una musicista donna, sorge ad esempio il problema dell’esistenza o meno di uno stile musicale propriamente ‘femminile’.”

Quanta ragione c’è in questa affermazione di Edward W. Said? Tanta, veramente tanta, credo. E’ vero è difficile uscire dai cliché tradizionali e ancora oggi non è difficile sorprendersi nel pensare, ascoltando la musica eseguita da un’interprete di sesso femminile o la musica di una compositrice se quel tocco particolare che avvertiamo sia dovuto alla speciale sensibilità femminile a cui siamo stati abituati a pensare per educazione, o se sia frutto di una sua personale scelta stilistica. Insomma per citare ancora Said : “Il problema dei modelli di genere e della sessualità in musica è tremendamente complicato.” e che “Il ruolo più tradizionale della donna è stato quello della musa ispiratrice, più tardi trasformandosi in quello di compagna e collaboratrice adorante (ma pur sempre in secondo piano) di un compositore uomo: si pensi a Clara e Robert Schumann, o a Cosima e Richard Wagner.”
Ma i tempi cambiano e le società e i modelli comportamentali anche (anche se con terribile lentezza) e penso che abbia fatto davvero bene la chitarrista Heike Matthiesen a realizzare questo cd con musiche di sole compositrici coprendo un arco temporale quanto meno vasto e dagli stili decisamente eterogenei. Cosa hanno infatti in comune personalità così diverse come quelle di Madame Sydney Pratten (1821-1895), Maria Luisa Anido (1907-1996), Ida Presti (1924-1967), Sofia Gubaidulina (1931), Sylvie Bodorova (1954), Annette Kruisbrink (1958), Tatiana Stachak (1973), Carmen Guzman (1925-2012) e Maria Linnemann (1947)?
Heike Matthiesen ha scelto di cercare in ciascuna delle loro composizioni un aspetto musicale molto particolare: il lirismo. Scrive lei stessa nelle note che accompagnano il cd: “It was a conscious decision not to choose demonstrative virtuosity; I chose rather, pure music. All these compositions have in common an extreme, sensual sonority which celebrates the silence between the notes.”
Il disco è molto bello, melodico e lirico, dall’ascolto piacevole e rilassante. Chissà, forse si poteva osare di più, ma il risultato è comunque interessante e permette di far ascoltare musiche e compositrici che raramente hanno raggiunto le orecchie degli appassionati di chitarra classica.

Madame Sydney Pratten (1821-1895)
1 Songs without words: Eventide –
2 Songs without words:Forgotten (Impromptu)-
3 Songs without words: Sehnsucht –
4 Songs without words: Weary –
5 Songs without words: Sadness
6 Songs without words:A lament
7 Songs without words: A lost love

Maria Luisa Anido (1907-1996)
8 Barcarole

Ida Presti (1924-1967)
9 Segovia

Sofia Gubaidulina (1931)
10 Serenade

Sylvie Bodorova (1954)
11 Poeta Kolumbovi – Elegy
12 Plegaria

Annette Kruisbrink (1958)
13 Tendresse
14 Sad song

Tatiana Stachak (1973)
15 Walc w kafeice – Walzer,, Im kleinen Cafe”

Carmen Guzman (1925-2012)
16 Tango para Billy
17 Vals No.7
18 Dedicatoria ( Tango)
19 Vals No.4
20 Cae la tarde
21 Vals No.5
22 Vals No.6

Maria Linnemann (1947)
23 Two elegic pieces: Elegia (dedicated to H.Matthiesen)
24 Two elegic pieces: Sospiro (Vals triste)(dedicated to H.Matthiesen)
25 Soledad
26 Adio mi amor

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