#Recensione di An Afternoon in Austin di Susan Alcorn and Eugene Chadbourne, Boxholder Records,2002 su #neuguitars #blog

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Recensione di An Afternoon in Austin di Susan Alcorn and Eugene Chadbourne, Boxholder Records,2002

http://www.susanalcorn.net/

Per questo disco An Afternoon in Austin, or Country Music for Harmolodic Souls, il Dottor Chadbourne e la Signora Alcorn si sono accomodati in un caldo pomeriggio del 2002 nel salotto di un amico per registrare una serie di intimi duetti prendendo come forte riferimento la musica country, ma allo stesso tempo lasciandosi spazi e margini per poter esplorare i propri personali percorsi artistici. Il risultato ottenuto da questa strana coppia è un complesso mix di libera improvvisazione, free jazz, dissonanze e libere interpretazioni di brani di Merle Haggard, Mickey Newbury e Loretta Lynn (una delle idee di partenza del buon dottore era un progetto di cover di brani di Lynn e Sun Ra).
L’armolodia è di scena su due pezzi di improvvisazione estesi, “Albourne” e “Sugene”. Due brani lenti, rilassati che evocano polverosi immagini surreali color salvia, filo spinato e stivali da cowboy sbiancati dal sole e pallidi cieli blu.
Questo matrimonio musicale potrebbe sembra strano e incompatibile, ma bastano un paio di ascolti di questo An Afternoon in Austin per suggerire una logica, forse inevitabile combinazione di intenti e di talenti. Se c’è qualcuno sul nostro pianeta in grado di produrre un album che, concettualmente, fa appello a due categorie di appassionati così diverse tra loro come gli amanti della libera improvvisazione e quelli della musica country (un compito arduo, siamo onesti), quell’uomo è il Dottor Eugene Chadbourne. La Alcorn, da parte sua, si dimostra perfettamente in grado di raccoglie questa sfida; è un’ottima musicista, in grado di intrecciare tra loro dolci linee nostalgiche (come negli 11 minuti di If We Make it Through December di Haggard, dove le note della sua pedal steel guitar si sfilacciano lentamente e si dipanano in uno strano dialogo di vacillante melodie) o risonanze spettrali.
Entrambi i musicisti dimostrano di avere un orecchio davvero notevole, la Alcorn è bravissima a intuire la logica distorta della chitarra acustica e del banjo di Chadbourne e il Dottore sa integrarsi con precisione e fantasia nelle melodie della sua compagna. Nonostante il pesante bagaglio culturale della pedal steel e del banjo, questo è un disco davvero divertente e non sarebbe potuto essere diverso tenendo conto del sense of humor del Dottor Chadbourne. E’ vero, la loro musica ci porta in ambiti più astratti, eppure né Chadbourne nè la Alcorn suonano senza mai mancare di rispetto alle loro fonti: does humor belong to music?

Track Listing: How I Love Them Old Songs, If We Make it Through December, Albourne, I Dreamt I Was Young Again, I Got Caught, I’ve Lived My Life, Sugene, Hello Stranger

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