#Recensione di SEEK di Maurizio Grandinetti, United Phoenix Records, 2016 su #neuguitars #blog

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Recensione di SEEK di Maurizio Grandinetti, United Phoenix Records, 2016

http://www.atreeinafieldrecords.com/shop/maurizio-grandinetti-seek/

Maurizio Grandinetti non è decisamente uno che le cose le fa di fretta. Ci sono voluti ben tredici anni, infatti, prima di dare un seguito al suo primo cd, l’eccellente Equivoci, prodotto per il Manifesto nel lontano 2003, con musiche di John Cage e Dowland. Ma l’attesa non è stata vana, Grandinetti, da vero perfezionista ha infatti realizzato un altro lavoro eccellente, dove questa volta la protagonista è la chitarra elettrica.

Questo suo SEEK è un lavoro molto complesso, che può richiedere diverse chiavi di lettura, cominciamo.

Cominciamo dalla copertina, una geometrica contrapposizione di poligoni in bianco e nero, opera dell’artista italo-svizzero Marco Papiro. Papiro è un’artista che divide la propria attività tra la musica e il mondo della grafica. Se visiterete il suo sito troverete altri esempi del suo interesse per la grafica dove unisce in maniera curiosa e efficace elementi Dada e razionalisti. In questa copertina non c’è nessun spazio per altri colori, nessun spazio per una divisione dello spazio che non sia netta e precisa, niente ombre…

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La seconda immagine interessante è all’interno del cd: una foto in bianco e nero manipolata probabilmente con photoshop che mostra Grandinetti con in mano quella che probabilmente è una Paul Reed Smith Thinline con le buche a effe,solo che in questa immagine la chitarra diventa quasi un oggetto cubista: il suo manico e la sua tastiera saettano all’interno della foto, mentre il suo body è stato modificato, tagliato, ridisegnato in una forma scomposta e diversa.

Le musiche. In questo cd abbiamo sette brani, tutti per sola chitarra elettrica, con la sola eccezione del quasi tango “Take Life as a Slow Motion Suicide Process” di Marcello Nisinman che prevede anche la presenza della voce di Wendy Moten e del bandoneon dello stesso compositore. Si incomincia l’ascolto con “ata-11” del compositore Alex Buess, autore di un brano in grado di portare ai limiti l’esplorazione tonale e atonale dello strumento elettrico. Segue “Seek” di Elliott Sharp, brano dedicato a Maurizio Grandinetti e caratterizzato da un marcato virtuosismo, specie nell’uso della tecnica del tapping, caratteristica di molti lavori per chitarra di Sharp. Lunatico è il brano scritto dalla compositrice coreana Jungae Lee, ha studiato composizione con ByungDong Paik presso la Seoul National University e successivamente ha partecipato a corsi di perfezionamento con Isang Yun e Toru Takemitsu. Nel 1991 si è trasferisce a Basilea, sede del Basel Phoenix Ensemble, dove ha studiato musica elettronica e clavicembalo presso la Musik-Akademie. Lunatico è l’unico brano da lei composto per chitarra elettrica, caratterizzato da un’idioma decisamente forte e dalle “tinte sonore” molto decise.

Anche “Pit Stop” di Domenico Caliri è un brano decisamente caratterizzato dalla necessità di una tecnica virtuosistica, mentre “Scuse Me” di Eric Chasalow dimostra di essere il migliore e più efficace tributo che sia mai stato realizzato in onore del grande Jimy Hendrix, dove la chitarra elettrica si esibisce in un mix di rielaborazioni di frammenti chitarristici, riffs e licks hendrixiani. Chiude il disco “Electric Cat” di Volker Heyn, compositore tedesco legato a Darmstadt, che qui continua l’esplorazione delle timbriche elettriche ricollegandosi idealmente al brano di Buess e chiudendo in un ideale cerchio sonoro questo ottimo cd. Disco davvero interessante e soprattutto “vero”. Nessun compromesso.

Excuse me while I kiss the sky!”

Seek, composed for Maurizio Grandinetti, may be considered to be part of a series of virtuoso pieces including Ecliptical for Magnus Andersson and Amygdala for Marco Cappelli. All three musicians bravely extend the boundaries of contemporary guitar music and will fearlessly employ any technique, any instrument, to manifest the necessary sounds. In Seek, tapped chords, clusters, and sequences, generate clouds of overtones and melodic/rhythmic skeins of sound where foreground and background freely shift.”

Elliott Sharp

http://papiro.ch/

http://www.danielbuess.com/

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