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Recensione di Viaggio tra le note di Dario Giardi, I Libri di Emil, 2016

Devo dire che come appassionato di musica e chitarrista più che dilettante, questo libro è stato per me una vera sorpresa. Credo che ci siano, infatti, in questo momento in circolazione nel nostro Paese intere generazioni di studenti delle ex scuole medie con ancora nelle loro menti tristi ricordi di noiose ore passate a studiare un inutile flauto dolce (di plastica) e a ripassare nozioni di solfeggio, di cui non si capiva l’impegno necessario.

Un modo decisamente efficiente per allontanare tante persone dalla passione musicale, facendo passare nelle loro giovani menti che: 1) studiare uno strumento era una cosa noiosa, 2) il solfeggio era una cosa noiosissima, 3) la musica in se era una cosa terribile e completamente diversa da quella che ascoltavamo uscire dalle nostre radio e che, al contrario, ci sembrava una cosa meravigliosa, semplice e spontanea.

Credo che il libro di Dario Giardi, copra in un certo senso questo fossato, questo inutile divario tra una erudizione fine solo a se stessa e il desiderio di una pratica che consenta di godere a pieno del piacere di suonare il proprio strumento preferito.

Allo stesso chi inizia a suonare da autodidatta dopo un po’ si scontra con i limiti di un metodo di apprendimento inefficiente, che impedisce di accumulare e di sistematizzare quanto si è talentuosamente imparato, chiudendo l’appassionato nelle solite poche strutture acquisite.

Ecco, questo libro riesce a conciliare questi due aspetti: da un lato la teoria musicale, dall’altro la necessità di un approccio più pratico e meno tedioso.

Non a caso l’autore è diplomato al Berkelee College of Music di Boston e sa esporre non solo la teoria in modo non convenzionale dogmatico , ma soprattutto in modo confidenziale. Insomma Giardi sembra uno di quei cari professori, da noi sempre amati, capaci, in virtù della loro passione per l’insegnamento e le loro materie, di farci apprezzare e soprattutto capire ciò che ci insegnavano, facendoci appassionare.

E’ un dono prezioso, questo, che fa la differenza tra un semplice impiegato e un ottimo insegnante.

E, di conseguenza, questo fa anche la differenza tra un libro pedante e uno interessante.

Il libro è poi pieno di spunti, idee e nozioni interessanti che Giardi amministra saggiamente, utilizzandole come stimoli progressivi per invogliare a leggere e a approfondire.

Viaggio tra le note è un libro bellissimo, vi aiuterà a recuperare quella passione per la musica che, forse, avevate lasciato sui banchi di scuola.

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