Thumbscrew, (Mary Halvorson, Michael Formanek, Tomas Fujiwara), il trio schiacciapollici del jazz contemporaneo: Thumbscrew e Convallaria su #neuguitars #blog

Thumbscrew- Mary Halvorson, Michael Formanek, Tomas Fujiwara - Convallaria - Thumbscrew-2016-6-credit_Brian_Cohen

“what is remaining
decided to float in air
hanging there”

Mary Halvorson in John Zorn, “Arcana VI musicians on music”, pag. 107

http://www.thumbscrew.net/
www.MichaelFormanek.com
www.TomasFujiwara.com
www.MaryHalvorson.com

Thumbscrew- Mary Halvorson, Michael Formanek, Tomas Fujiwara - Convallaria - Thumbscrew-2016-5-credit_Brian_Cohen

La recente uscita per la Cuneiform Records del nuovo cd del trio Thumbscrew mi ha spinto a scrivere queste note, collegando la loro ultima fatica a un altro loro ottimo lavoro discografico, il cd omonimo uscito, sempre per la Cuneiform Records nel 2014.
Invece di scrivere due recensioni separate ho pensato di unire i due cd in un unico post, concentrandomi, vista la natura del mio blog, sulla chitarrista Mary Halvorson, che da diversi anni sta attirando notevole interesse e consensi da parte degli appassionati di jazz.
Per chi volesse approfondire il pensiero di questa eccellente chitarrista suggerisco la lettura dei libri “Perpetual Frontiers The Properties of Free Music” del chitarrista Joe Morris e “Arcana VI musicians on music” di John Zorn, di cui leggerete alcune citazioni.

Il nome del trio “Thumbscrew”, mi è piaciuto subito, per me, che sono italiano, suonava bene. Poi sono andato a cercare le origini del nome e… ci sono rimasto un po’ male, si tratta infatti del nome di uno strumento di tortura medioevale:

“Semplice ed efficacissimo, lo schiacciamento delle nocche, delle falangi e delle unghie è un tormento fra i più antichi. La resa, in termini di agonia inflitta in ragione allo sforzo investito e al tempo consumato, è soddisfacentissima, specie dove mancano attrezzature complesse e costose, e senza dubbio induce presto alla confessione nella maggioranza dei casi.”
http://www.torturemuseum.it/anteprima-collezione/schiacciapollici/

Nulla di più diverso dalla musica che questo trio riesce a esprimere. La loro non è una musica rumorosa: è cooperativa. I Thumscrew sono una cooperativa sonora e musicale nel senso più vero del termine. Se dovessi cercare dei termini che riesca a riassumere tutte le loro qualità userei senza problemi le parole “interplay” e “pulse”. Sono due termini che non dovrebbero sorprendere l’ascoltatore dato quanto la stessa Halvorson ha scritto nel libro di Joe Morris, leggete:

“I consider pulse almost 100% of the time, whether or not there is a tangible pulse happening in the music. The way in which an individual musician relates to pulse is a key element in defining their sound. For me having a strong drive and rhythmic element is very important. I enjoy exploring varieties within pulse: steady pulses as well as pulses that speed up, slow down, deteriorate; two different pulsessimultaneously; rubato pulses; sudden shifts in rhythm.”
Joe Morris, “Perpetual Frontiers The Properties of Free Music”, pag. 127

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La musica dei Thumscrew, esprime benissimo queste considerazioni: è qualcosa di fisico, di materico, di tortuoso, costantemente in movimento. Sono un trio, ma non lo sembrano, definirei la loro musica come “quiet loud”. E’ quieta sì, ma si nutre e esprime un’energia sotterranea che genera una tensione incredibile, una tensione rilassata. E’ un trio che non ha un leader, tutti e tre i membri suonano alla pari, le idee sembrano nascere da tutti e tre contemporaneamente, l’interplay è perfetto, la comprensione reciproca è telepatica, e questo si avverte in entrambi i due dischi, che a mio avviso possono essere ascoltati in perfetta sequenza, come se lo “stream of consciousness” che la loro musica trasmette potesse proseguire più a lungo.
E il suono della Halvorson è perfetto: una singolare e unica miscela tra il suono elettrico e acustico del suo strumento, un attacco preciso e immediato, una combinazione calcolata tra il suono “naturale” della chitarra e l’uso di diversi pedali e effetti come il tremolo, il distorsore e il delay.
Thumbscrew e Convallaria sono due dischi eccezionali. La loro dote principale è che non stancano mai, ho provato a mandarli in loop ascoltandoli per un intero pomeriggio, niente da fare. Ho trovato difficile usare la loro musica come “tappezzeria sonora”, c’era sempre qualcosa che reclamava la mia attenzione, un cambiamento di ritmo della batteria, una variazione del fraseggio della chitarra, una nuova idea espressa dal contrabbasso. E per quante volte li si ascolti si nota sempre qualcosa di nuovo…qualcosa di inaspettato, che non si aveva mai notato prima. Vi sembra cosa da poco? Io non credo proprio.

Thumbscrew- Mary Halvorson, Michael Formanek, Tomas Fujiwara - Convallaria - Thumbscrew-2016-3-credit_Brian_Cohen

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