#Recensione di Playing Guitar: Symphony #1 di Tim Brady (2004, Ambiances Magnétiques AM 125 CD) su #neuguitars #blog

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Recensione di Playing Guitar: Symphony #1 di Tim Brady (2004, Ambiances Magnétiques AM 125 CD)

Il Signor Timothy Wesley John Brady (nato il 11 luglio 1956 a Montréal) è un compositore e chitarrista canadese, che principalmente opera nel campo della musica contemporanea e sperimentale (anche se il suo nome si trova nella Penguin Jazz Guide), e nelle sue composizioni utilizza una varietà di stili spaziando dal serialismo al minimalismo, spesso incorporando strumenti moderni più utilizzati nella musica popolare come le chitarre elettriche e sintetizzatori o campionamenti elettronici, mediando il tutto con una forte espressione personale.
Esempio perfetto ne è questo disco intitolato Playing Guitar: Symphony #1, inizialmente concepito come un concerto e poi mutato in una sinfonia dove la chitarra (elettrica) e l’orchestra dialogano tra loro in modo integrato e univoco, senza assistere a una separazione tra le parti: la chitarra è l’orchestra e l’orchestra è la chitarra. Si tratta di un lavoro in cinque movimenti, ciascuno dei quali prende il suo carattere fondamentale dall’atto di “suonare la chitarra”, mentre il suono della tromba, del flauto, del violino e del pianoforte sono modificati dall’elettronica in modo da creare un ponte, un collegamento tra il suono acustico del Nouvel Ensemble Moderne e il suono elettrico – elettronico che esce dalla chitarra e dai campionatori.
Interessante è il infatti il ruolo dei diversi sampler elettronici utilizzati volti a moltiplicare con un lavoro di certosina sovraincisione il suono della chitarra creando una specie di aura sonora elettrica che gioca in contrasto con il suono dell’Ensemble, generando come delle estinzioni tonali e delle vere e proprie texture. L’elettronica e i campionamenti svolgono un ruolo fondamentale anche nel pezzo che chiude il disco, “Frame 1 – Resonance”. un duo chitarra elettrica pianoforte dove la chitarra si comporta come una specie di grande, elettronico risonatore per la parte suonata dal pianoforte, diventando una sorta di grande, sostenuto pedale elettroacustico. Una intuizione davvero interessante.

Mi permetto anche di suggerire l’ascolto di:

 

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