#Recensione di Imaginary Guitars di Tim Brady (1992, Justin Time Records JTR 8440-2) su #neuguitars #blog

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Recensione di Imaginary Guitars di Tim Brady (1992, Justin Time Records JTR 8440-2)

“For me, Strange Attractors or Imaginary Guitars are just as much contemporary music CDs as the recent works. All this music has been written down, and I’m even selling the scores. Obviously the use of electric guitar is a problem, as usual. It used to disturb me, but now I don’t think twice about it. I think that twenty-five or fifty years from now the electric guitar won’t be associated with rock or jazz as it is today, but simply for what it is: an instrument for playing all kinds of music. Actually, I believe the fact that there’s almost no guitar used in rap will help change people’s perception of it as a typically pop music instrument. Percussion instruments had the same problem in the early twentieth century.”
Difficile pensare a un commento migliore per questo disco che non sia queste parole dello stesso Tim Brady. Mi sento però di aggiungere qualcosa. Rispetto agli altri due dischi già recensiti questo Imaginary Guitars sembra maggiormente muoversi su due direttrici allo stesso tempo diverse e convergenti: da una parte si avverte l’interrogativo dei compositori su come meglio impiegare e utilizzare le risorse offerte dalla chitarra elettrica, dall’altra il desiderio del chitarrista di suonare qualcosa di diverso dalla musica rock o pop e il suo bisogno di affermazione e riconoscimento in altri ambiti. Il risultato è un disco che può suonare un po’ ingenuo per certi contenuti musicali legati ai suoni elettronici dell’inizio anni ’90 ma allo stesso tempo si respirare un’aria di sincero ottimismo per le possibilità futuriste espresse dalla chitarra. Lo dimostrano i sette brani, quattro composti dallo stesso Brady (Symphony in Two Parts, Dead of Winter, Time Lapse Exposure e Imaginary Guitars) e uno a testa da Alain Thibault (Incertitude pourpre), Reneè Lussier (Roche noire) e Paul Dolden (The Physics of Seduction. Invocation #1), tutti composti tra il 1989 e il 1992 e di durata compresa tra i 7 e i 16 minuti. Denominatori comuni: un gran senso di ricerca, una attenzione certosina sul timbro e sulle masse di suono che la chitarra può spostare, una fede cieca sull’uso di pedaliere, delay, echo box o alter risorse elettroniche, sono tutti pezzi di impatto, ideali da suonare live e di sicuro effetto sul pubblico. Per quanto riguarda il cd, ottima la qualità di incisione.

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