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Recensione di The Music of Carla Bley di Andrea Massaria e Bruce Ditmas, Nusica.org, 2016

Devo ammettere di essere un po’ emozionato nel scrivere queste note a proposito del cd realizzato dal duo composta da Andrea Massaria e Bruce Ditmas sulle musiche della grande Carla Bley.
Sono emozionato perchè per me poter oggi scrivere su Bruce Dutmas è un grade onoere, così come è stato un onore conoscerlo quest’estate in occasione del concerto che lui e Massaria hanno tenuto presso il Conservatorio Benedetto Marcello dove hanno suonato in anteprima le musiche di questo cd. Il motivo della mia ammirazione nei suoi confronti nasce dal fatto che, in gioventù, l’ascolto di un suo disco, quel “Pastorius/Metheny/Ditmas/Bley ” cambiò decisamente il mio modo di approcciarmi alla musica, mostrandomi tra l’altro un lato di Pat Metheny molto più sperimentale dei lavori pubblicati col Pat Metheny Group con la ECM e indirizzandomi verso il free jazz.
Ma, ovviamente, l’importanza di Bruce Ditmas va ben oltre questo sporadico episodio personale: la sua è una carriera semplicemente impressionante, così come impressionante è il palma res dei nomi con cui ha suonato da Judy Garland, a Barbara Streisand, a Sheila Jordan. Poi il trasferimento a New York dove ha potuto il gotha del jazz e di entrare nell’orchestra di Gil Evans, la band di Enrico Rava con Massimo Urbani, di conoscere e suonare con Jaco Pastorius, Pat Metheny, Paul Bley, Chet Baker e tanti altri.
Per questo cd la sua strada si è incontrata con quella di Andrea Massaria, chitarrista jazz italiano, insegnante di Chitarra jazz al Conservatorio di Venezia, dal percorso artistico particolare nascendo prima come chitarrista classico, per poi spostarsi al jazz tradizionale e alla fine approdare nell’ambito della sperimentazione e del free jazz. Percorso nel quale ha totalizzato .numerose incisioni discografiche con artisti come Francesco Bearzatti, Arrigo Cappelletti, Giancarlo Schiaffini, Rosario Bonaccorso, Glauco Venier, Danilo Gallo, Paolo Birro, Dado Moroni, Stefano Senni, Marc Abrams, Oliver Lake, Robert Bonisolo, Jack McDuff, Bobby Durham, Lee Brown, Shawn Monteiro.
Per questo cd hanno scelto di confrontarsi con la scrittura musicale della grande Carla Bley, i cui lavori dei primi anni Sessanta rappresentano per dei musicisti creativi e empatici come Massaria e Ditmas una vera miniera d’oro da cui attingere forti idee e intuizioni geniali.
Il risultato è un disco con sei titoli di poco più di tre quarti d’ora di durata dove i due musicisti si regolano su un’interplay paritario, muovendosi con estrema libertà nelle composizioni, ma allo stesso tempo marcando con molto rispetto le strutture organizzative della Bley, riprendendo il senso profondo delle sue composizioni. Il tutto senza nessuna rinuncia a soluzioni melodiche e recitando entrambi dei ruoli poco convenzionali, nei quali nessuno dei due artisti mette l’altro in ombra ma anzi dove entrambi riescono a coniugare un perfetto e elegante equilibrio tra il suono e il fraseggio dei loro strumenti e il silenzio che nel loro caso agisce come terzo elemento di sospensione, riflessione e arricchimento musicale.
Un disco davvero notevole, che ci insegna ad ascoltare in maniera nuova e innovativa un repertorio che ormai fa giustamente parte della cultura jazz e dell’avanguardia musicale.

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