Il mistero spaziale della Piccola Orchestra Gagarin, il mito, la leggenda, lo spazio su #neuguitars #blog

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Il mistero spaziale della Piccola Orchestra Gagarin, il mito, la leggenda, lo spazio

http://www.piccolaorchestragagarin.com/

La Piccola Orchestra Gagarin, ovvero il trio composto tra tre musicisti fuori dal comune: Paolo Angeli, chitarra sarda modificata; Sasha Agranov, violoncello e loops; Oriol Roca, batteria.

Un’orchestra davvero piccola, e non potrebbe essere diversamente un’orchestra che è intitolata al grande Jurij Alekseevič Gagarin,  cosmonauta e aviatore sovietico, il primo uomo a volare nello spazio, sulle nostre teste, il 12 aprile 1961.
Oggi la cosa sembra poca cosa: siamo viziati, abituati ai successi delle sonde spaziali e delle varie spedizioni che da quel fatidico giorno del 1961 si sono lanciate nello spazio, verso l’infinito e oltre, come diceva un personaggio dei cartoni animati.

Ho provato a chiedere alla Nasa informazioni su questa Piccola Orchestra, ma mi hanno assicurato di non sapere niente, ho fatto diversi tentativi anche presso il programma spaziale sovietico Vostok, nulla, niente anche dalle mie richieste alla base spaziale di Bajkonur in Kazakistan, da dove Gagarin era partito quel 12 aprile 1961. Nulla nessun indizio per la mia ricerca, neanche una minuziosa ricerca negli Annali dello Spazio (1), ha portato ad alcun risultato, questa Piccola Orchestra intitolata al grande Jurij Alekseevič, restava uno dei misteri dello spazio che ci circonda.
Poi, come sempre quando sembra che non ci siano speranze e uno comincia a domandarsi se in fin dei conti questa Piccola Orchestra Gagarin non sia nient’altro che uno dei sogni che un cosmonauta fa nello spazio, ecco il primo indizio.

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Un cd, datato 2011, dove si vede la Piccola Orchestra schierata, già equipaggiata con gli scafandri che permetteranno al suo equipaggio di sopravvivere nello spazio profondo, il cd era infatti accompagnato dalle foto dell’Orchestra intenta ai preparativi di lancio e in momenti di svago… ad esempio nell’atto di rifocillarsi nella mensa della base spaziale che li accoglieva e mentre brindano al lancio imminente. Una attenta analisi del cd dimostrava che quello che io credevo trattarsi di dati e informazioni adatte per il computer di volo della loro navicella era invece un cd di musica, suonata dagli stessi cosmonauti!

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Che musica poteva essere? Canti popolari dei cosmonauti sovietici? Inni commemorativi in onore del grande Jurij Alekseevič Gagarin? Nulla di tutto questo, già il titolo “Platos Combinados” lasciava qualche margine di dubbio…si tratta infatti di un disco di puro crossover post moderno assolutamente azzeccato e potente: non un solo calo di tensione per tutti i 45minuti di durata del cd, un unico flusso musicale che si muove tra free jazz, contemporanea, improvvisazione, musica popolare sarda (eccezionale la versione della Corsicana con Paolo al canto), musica spagnola, russa e arabeschi vari.

I tre cosmonauti sono eccezionali e si integrano benissimo tra loro (sicuramente merito del loro rigoroso addestramento): Oriol Roca è un batterista perfetto, flessibile e perfettamente a suo agio nei poli-ritmi e capacissimo di suonare anche al di fuori della pulsazione, una spalla perfetta per Angeli e Agranov che si disputano allegramente i territori del basso continuo e della melodia, saturando ogni spazio libero possibile e creando una corrente sonora in continua mutazione. Simbiosi perfetta, inter-play perfetto. Mai una sbavatura, mai una caduta di stile.

Un disco bellissimo, poi il lancio..da qualche base nascosta, forse dalla fantomatica Area Gaudì, dove si dice siano tenute conservate e nascoste le vestigia di antiche architetture cosmiche post catalane, e poi più nulla. Niente. Destinazione e missione sconosciute, nessuna notizia, silenzio radio assoluto.

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Poi, pochi giorni fa, mi arriva un altro cd, datato 2016, lo apro e trovo una foto significativa: la Piccola Orchestra al gran completo che suona da una navicella, da un’astronave, non si capisce bene, da cui si vede il suono lunare, forse suonano proprio da una base lunare, le note che accompagnano il cd non ce lo dicono, ma i tre sembrano in forma, concentrati nella loro performance, dimentichi quasi di essere nello spazio a centinaia di migliaia di chilometri dalle loro case.
Il titolo anche qui ci da ulteriori indizi: “Vostok”. I più attenti di voi avranno già sicuramente capito: Vostok è il nome del programma spaziale sovietico che mandò Gagarin nello spazio, battendo la concorrenza della Nasa. Ancora i russi. Troppe coincidenze.

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Metto il cd sul piatto e lo ascolto. E penso che il cosmonauta Paolo Angeli abbia goduto non poco, lui grande fan di Tom Cora e amante del violoncello a poter suonare con un musicista poliedrico come il russo Sasha Agranov. Da anni Paolo ha infatti aggiunto un altro ponte mobile alla sua chitarra sarda modificata in modo da poterla suonare con un archetto proprio come un violoncello. Ascoltando il cd si può notare come la lunga permanenza nello spazio, l’isolamento dalla madre Terra, i suoni e le lunghe passeggiate nello spazio hanno ulteriormente migliorato le dinamiche musicali all’interno del gruppo, che ora raggiunge nuovi livelli di finezza continuando in quella forma di ibridazione musicale tra i generi così diversi che avevano popolato il loro primo cd.
Da notare all’inizio la presenza delle ritmiche di un altro cosmonauta, Mandla Maseko, forse un incontro per caso, a bordo di qualche stazione spaziale, un’aggiunta propulsiva per la partenza di questo cd che per 40 minuti ci racconta nuove storie, incontri, magie, possibilità

Continuate la vostra missione, orgogliosa Piccola Orchestra Gagarin! Lo spazio è la vostra casa! Voglio salutarvi con le immortali parole dell’Eroe dell’Unione Sovietica. Jurij Alekseevič Gagarin:

“Da quassù la Terra è blu! Che meraviglia!… è bellissima, senza frontiere né confini…”  ¡¡поехали!!! (J.Gagarin)

(1) per chi non lo sapesse gli Annali dello Spazio sono la più dettagliata raccolta di informazione redatta su volumi formato A4, in carta d’avorio, brossurati, ciascuno della dimensione di 500 pagine e dal peso di 2 kg., pubblicati e aggiornati ogni anno dalla prestigiosa Accademia Spaziale di Ullapool, disponibile per la consultazione, rigorosamente in situ, solamente ai blogger che dimostrano di saper risolvere in chiave logaritmica l’equazione presente nella Guida Galattica degli Autostoppisti e che collezionano dischi di musica per chitarra contemporanea.

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