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Recensione di Talea di Paolo Angeli, AnMa ReR, 2017

L’uscita del nuovo (doppio) cd da parte del chitarrista italiano Paolo Angeli rappresenta una ghiotta occasione per parlare delle sue musiche ma anche per riprendere un discorso più specifico nell’ambito della discografia di questo geniale chitarrista.
Questo cd non è il primo disco “live” pubblicato da Angeli, il suo precedente Tibi risale al 2010 e già all’epoca ci aveva affascinato non solo per la qualità delle musiche ma per la presenza del bellissimo DVD e del suono in surround 5.1 che permetteva una qualità di ascolto semplicemente eccezionale di quelle che erano (e sono) tutte le possibilità espressive offerte dal talento di Paolo e dalle doti del suo strumento, unico al mondo, la chitarra sarda preparata.
Sono tornato ad ascoltare (e a godere) Tibi, all’epoca mi aveva colpito principalmente proprio per le sue qualità sonore e per essere stato perfettamente in grado di cogliere uno degli aspetti più importanti dell’arte di Paolo: la sua incredibile bravura come musicista live. Confrontando con questo doppio cd “Talea” fedele testimonianza del Solo World Tour 2015/16 (di cui ho potuto godere il concerto a Marghera del…..) non posso non ribadire le qualità di Angeli come “artista da palco”, come grande e abile performer in grado di giocare e modificare a piacere le proprie musiche, riuscendo sempre a trovare nuove chiavi di lettura e di ascolto, riuscendo ad unire il tutto con una atteggiamento talmente positivo, talmente carico di “energia buona” da saper sempre intrattenere in maniera piacevole qualunque tipo di pubblico. Tutto questo lo ritroviamo, così come era presente in Tibi, anche in questo Talea e quindi ascoltare questi due cd è un vero piacere, un godimento in cui l’aspetto “intellettuale” offerto dalla complessità delle strutture musicali che Angeli sa creare con il suo strumento unico al mondo si accompagna con la positività, l’energia, l’empatia che le sue musiche sanno da sempre creare con l’ascoltatore, ma io penso che possiamo trovare anche dell’altro. Rileggendo negli anni la sua nutrita discografia mi sono reso conto di come proprio il precedente Tibi avesse in un certo senso sancito una sorta di svolta all’interno della sua produzione musicale: Tibi racchiudeva il meglio della produzione musicale di Paolo, era il disco successivo all’eccellente Tessuti e in un certo senso rappresentava una sorta di “stato dell’arte”, un livello oltre il quale era difficile immaginare di andare se non ripetendo come un cliché le stesse strutture dei dischi precedenti. Dopo Tibi la musica di Paolo ha segnato però un cambiamento radicale, di tipo stilistico. Nel giro di poco tempo, a testimonianza di una capacità di assimilazione e di elaborazioni di nuovi stimoli creativi a dir poco rara, Paolo è stato capace di aggiornare, innovare, innestare (non a caso il disco si chiama Talea, forse) le proprie musiche creando un nuovo mix dove trovavano posto il mediterraneo, il flamenco, il sale, il mare e tutti i suoi ascolti e esperienze. Ora con Talea ho la sensazione di trovarmi in presenza della medesima situazione già vista con Tibi: Talea rappresenta un nuovo stato dell’arte, una nuova fotografia della musica di Paolo. Posso quindi interrogarmi sul seguito, come si evolverà la musica di Paolo Angeli nei prossimi anni? Conoscendo la sua passione per il mare, quali saranno le rotte artistiche che sceglierà di percorrere?

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