#Recensione di Raphael Rogiński plays John Coltrane and Langston Hughes African mystic music di Raphael Rogiński, Bolt Records, 2015 su #neuguitars #blog

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Recensione di Raphael Rogiński plays John Coltrane and Langston Hughes African mystic music di Raphael Rogiński, Bolt Records, 2015

Riusciremo mai un giorno a definire l’importanza di John Coltrane? Sulla sua personale figura artistica si è scritto e detto molto, ma non è ancora, a mio avviso, stata affrontata la questione della sua eredità musicale e culturale. Diversi chitarristi in particolare hanno più volte dichiarato di aver positivamente subito la sua influenza e di vedere lui una figura di costante ispirazione, sto parlando di musicisti come John McLaughlin, Sonny Sharrock e Pat Martino, ma raramente, davvero raramente, è stato possibile trovare chi ha avuto il coraggio di affrontare il suo repertorio.

Si sa, non è mai raccomandabile scherzare con i santi e le musiche di Coltrane sono difficili da ripensare e interpretare, anche per chi ascolta è quasi impensabile l’idea che qualcuno possa riprendere in mano i suoi brani e resuscitarli, abituati come siamo alla sua copiosa e dettagliata documentazione discografica che ci permette sempre di riascoltare queste musiche, nelle quali è sempre così facile trovare nuove cose, nuovi dettagli, nuove ispirazioni

Con questo suo cd, African Mystic Music, Rogiński propone otto brani di Coltrane, da lui completamente rivisitati, più due di sua personale creazione che accompagnano Natalia Przybysz e i testi poetici di Langston Hughes, esponente dell’Harlem Renaissance, otto brani che però non vanno intesi come “cover” ma come interpretazioni a tutto campo, come delle vere e proprie astrazione del pensiero musicale di Coltrane.

Va da se quindi che questo non è un disco per puristi, ma per persone che cercano nuovi punti di vista e di innovazione, la chitarra preparata di Rogiński crea paesaggi luminosi, ma non banali, intensi ma non grevi, se vi aspettate il classico disco new age rimarrete delusi. Rogiński non banalizza la musica di Coltrane ma la reinventa mantenendone le stesse caratteristiche spirituali, lo stesso sudore, la stessa energia e la stessa intensità. Mantiene sostanzialmente questo modello stilistico in tutti i brani e quando sia arriva alla fine con Naima, mentre la sua bella melodia gentilmente scompare, è facile premere ancora il pulsante Start e ascoltare ancora tutto da capo.

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