#Recensione di Raven di Joe Morris – Ben Hall – Andria Nicodemou, Catalytic Sound, 2017 on #neuguitars #blog

cover

Recensione di Raven di Joe Morris – Ben Hall – Andria Nicodemou, Catalytic Sound, 2017

Once upon a midnight dreary, while I pondered, weak and weary,
Over many a quaint and curious volume of forgotten lore—
While I nodded, nearly napping, suddenly there came a tapping,
As of some one gently rapping, rapping at my chamber door.
“’Tis some visitor,” I muttered, “tapping at my chamber door—
Only this and nothing more.”

Nel suo saggio “The Importance of the Single Effect in a Prose Tale,” Poe sosteneva il suo credo secondo cui ogni breve storia dovesse basarsi su una sorta di “the unity of effect”. Nella “The Philosophy of Composition” Poe rivolge la sua attenzione alla poesia scrivendo un saggio dove descrive metodicamente le tecniche e le scelte estetiche utilizzate per scrivere The Raven. Poe discute minuziosamente sul tema, l’impostazione, il suono e il merito del refrain da lui utilizzati.

Perchè cito Allan Poe? Innanzitutto per la bellissima cover di questo disco, dove un corvo regale ci scruta con fare deciso e allo stesso tempo inquietante, in secondo luogo perche Joe Morris (guitar, effects), Ben Hall (drums, tympani, percussion) e Andria Nicodemou (vibraphone, percussion) mi sembrano aver voluto “scrivere” un vero saggio musicale su come può essere impostato un lavoro di improvvisazione musicale. “Raven” è un disco radicale dove ciascuno dei tre componenti porta ai limiti i linguaggi espressivi dei rispettivi strumenti e dove è ben chiaro l’obiettivo di allargare i propri orizzonti musicali. Quello che mi colpisce maggiormente è il solido interplay creato dai tre musicisti, interplay che si concretizza in uno scambio di suoni articolato e ben orchestrato, dove a ciascuno viene lasciato libero spazio di espressione mantenendo però allo stesso tempo una sorta di corale anarchia organizzata. La chitarra di Morris trova sempre nuovi spazi e nuove forme, cambia pelle, cambia suoni, si rinnova in continuazione. Il risultato è un tappeto sonoro colorato e strutturato in cui è anche possibile immergersi, osservando nel profondo lo sviluppo delle loro forme cangianti. Consigliatissimo a chi ama la libera improvvisazione.

And the Raven, never flitting, still is sitting, still is sitting
On the pallid bust of Pallas just above my chamber door;
And his eyes have all the seeming of a demon’s that is dreaming,
And the lamp-light o’er him streaming throws his shadow on the floor;
And my soul from out that shadow that lies floating on the floor
Shall be lifted—nevermore!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s