#Recensione di Memory/Immagination di Cameron Mizell, Destiny Records, 2017 su #neuguitars #blog

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Recensione di Memory/Immagination di Cameron Mizell, Destiny Records, 2017

http://www.cameronmizell.com/memoryimagination/

https://destinyrecords.bandcamp.com/album/memory-imagination

“Memoria. La funzione psichica di riprodurre nella mente l’esperienza passata (immagini, sensazioni o nozioni), di riconoscerla come tale e di localizzarla nello spazio e nel tempo. Apprendimento e ripetizione fedele, non necessariamente legati a una completa o corretta comprensione, talvolta spinti fino alla nozione di ovvio e banale; anche a proposito della facilità e precisione che nascono da assiduo esercizio.”

“Immaginazione. Libera e astratta riproduzione o elaborazione di dati sperimentali o fantastici. Attività o situazione definita da una partecipazione più o meno intensa al mondo dell’astrazione o della fantasia.”

Qual’è il confine tra immaginazione e memoria? Tra qualcosa di inesistente nella realtà e che vive solo nelle nostre fantasie e qualcos’altro che invece è già esistito, è già passato e di cui riusciamo a recuperare solo un ricordo? La differenza può sembrare meno precisa di quanto sembri, spesso integriamo i nostri ricordi con la nostra immaginazione, spesso usiamo la nostra memoria per generare nuove fantasie, spesso confondiamo le due cose. Cosa succede quando questi temi toccano le corde della chitarra di Cameron Mizell? Succede che nasce un cd come questo Memory/Immagination dove Mizell accentua alcuni aspetti già visualizzati nel suo precedente disco in solo “The Edge of Visibility” del 2015. Rispetto a quel disco la musica di Mizell si fa qui più sognante e rarefatta, diventa ancora di più musica di atmosfera e la tendenza a cercare una dimensione immersiva è ancora più accentuata. Il disco è un lungo discorso, un lungo ragionamento quasi onirico che si snoda tra nove brani, nei quali la chitarra di Mizell si snoda tra effetti, melodie, loops e overdubs creando una serie di suoni e melodie sovrapposte che parlano alla nostra memoria individuale e stimolano la nostra immaginazione. Il tempo diventa un qualcosa di sospeso e alla fine rimane una strana sensazione, si rimane sospesi a cercare il lento scomparire dell’ultimo armonico.

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