#Recensione di Stream of Gratitude di Gyan Riley, Tzadik, 2011 su #neuguitars #blog

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Recensione di Stream of Gratitude di Gyan Riley, Tzadik, 2011

http://gyanriley.com/

http://www.tzadik.com/index.php?catalog=8078

E’ un vero vento di gratitudine quello che attraversa questo cd, con le sue musiche ispirate e dedicate a giganti della musica e della chitarra. Gyan Riley, chitarrista, compositore e sperimentatore californiano presenta con questo cd prove evidenti di una acquisita maturità artistica sia come compositore sia come interprete. Qui lo ascoltiamo alla prova con la sua chitarra classica, uno strumento che potrebbe sembrare un po’ fuori luogo per chi come lui ha suonato con musicisti fuori dall’ambito classico come il violinista elettrico Tracy Silverman, il violinista Timb Harris, il virtuoso di tabla indiano Zakir Hussain, il batterista Scott Amendola (Nels Cline Singers), il quartetto di chitarre elettriche Dither e suo padre, Terry Riley, uno dei padri storici del minimalismo americano, frequentazioni che gli hanno dato una visione multiculturale della musica.

In questa sua prima uscita discografica per la Tzadik di John Zorn, Riley decide di suonare quattro sue composizioni dedicate alle sue influenze musicali. Stream of Gratitude, che da il titolo al cd, è una nuova suite in quattro parti dedicata a J.S. Bach. La scrittura di Riley può sconcertare ma è ben lontana dal sembrare impenetrabile. Il suono di Riley è simile all’anima di un folksinger, ma è animata da un “rubato” simile a quello del jazz. Sia la Stream of Gratitude (2010) che i seguenti “Four Etudes” (2007) si muovono attraverso le membrana permeabili tra la composizione classica e altri idiomi, non a caso questi quattro studi sono dedicati a figure particolari come il compositore / chitarrista / pianista brasiliano Egberto Gismonti, il liutista e compositore inglese John Dowland, il chitarrista / compositore Agustin Barrios Mangoré e John McLaughlin, vero guitar hero dei nostri tempi. La musica si muove su territorio emozionale nella composizione in tre parti “Zonata” del 2005, composta per il chitarrista classico croato Zoran Dukic.

Mentre l’album si chiude con i sei minuti di Irican (2009), “for the Mother Lands”, che per Riley comprendono l’Irlanda e l’Africa, così come l’India e la Spagna.

Ognuna di queste musiche presenta delle precise sfide tecniche, ma il tocco preciso di Riley, i riflessi profondi e sovrapposti che sa ottenere dai suoni della sua chitarra dimostrano una tecnica chitarristica caratterizzata da articolazione e intonazione impeccabile che sa diventare quasi invisibile, creata unicamente per essereal servizio dell’espressione musicale. Impeccabile la registrazione che mette ancora più in evidenza l’ambiente sonico personale di Riley, caratterizzato da suoni ricchi e caldi.

1. Stream of Gratitude
2. Four Etudes
3. Zonata
4. Irican

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