#Recensione di From 1 to 8 di Pino Forastiere, Candyrat Records, 2011, su #neuguitars #blog

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Recensione di From 1 to 8 di Pino Forastiere, Candyrat Records, 2011

Anni fa grazie a una casa discografica chiamata Windhall Hill erano venuti alla ribalta un piccolo gruppo di chitarristi particolamente innovativi e interessanti, nomi come Jan Ackermann, Alex De Grassi e, soprattutto, Michael Hedges. Grazie (o per colpa) della loro casa discografica furono rapidamente eticchettati come facenti parte del fenomeno “new age”, musica rilassante per chi desiderava sognare la nuova era dell’Aquario. Sinceramente ho sempre pensato che questa definizione fosse a loro decisamente stretta: erano e sono tre eccellenti musicisti che desideravano solo suonare e promuovere la loro musica e per caso le loro idee avevano trovato un collegamento in quelle della casa discografica americana. La loro poetica musicale trascendeva i canoni della new age e fece fare passi in avanti al fingerpicking. Michael Hedges, in particolare, con un disco come Aerial Bounderees aveva segnato nuove possibilità tecniche ed espressive. Hedges purtroppo non è più con noi da tempo, il destino ha tagliato le corde della sua chitarra diversi anni fa, nel pieno delle sue potenzialità creative.

Ora queste tecniche, queste possibilità rivivono in Pino Forastiere, amplificate dai suoi studi di chitarra classica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. In questo disco Pino traccia una linea nella sua carriera artistica, la fa con otto studi per chitarra acustica: una novità per chi viene dal fingerpicking, una consuetudine per chi si muove nel mondo della classica. Creare degli studi non significa “semplicemente” comporre della musica per se o per gli altri: significa inventare delle possibilità espressive, inserendole all’interno di un percorso personale di studi, misurando le difficoltà e lavorando pensando già in anticipo che queste musiche nascono perché altri le possano suonare, interpretare e tramite esse migliorare le proprie abilità. Allo stesso tempo definire la propria cifra stilistica, definendo sulla carta del pentagramma invece che solo nella registrazione del disco le proprie peculiarità. In questo disco, in questi otto studi Forastiere lascia questa traccia, indelebile e bellissima creando una musica intensamente emotiva.

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