#Recensione di Bach Sei Solo Sonatas & Partitas BWV 1001 – 1006 di Mats Bergström, Mats Bergström Musik AB, 2017 su #neuguitars #blog

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Recensione di Bach Sei Solo Sonatas & Partitas BWV 1001 – 1006 di Mats Bergström, Mats Bergström Musik AB, 2017

http://www.matsbergstrom.com/

http://www.matsbergstrom.com/bach-sei-solo/

Lo so. Neuguitars è un blog dedicato alla musica contemporanea. Perché quindi parliamo di Bach? Le risposte sono diverse ma portano tutte a un unico filo conduttore e cioè alla domanda se un genio come Bach sia solamente inscrivibile in un unico determinato periodo storico. E’ vero, Bach nasce nel 1885 e queste Sonatas & Partitas BWV 1001 – 1006 risalgono al 1720, trent’anni prima della sua morte, ma credo che la loro “estensione” sia sicuramente maggiore. Come maggiore, per non dire infinita è l’influenza del compositore tedesco anche per quanto riguarda la musica contemporanea e le possibilità offerte alle interpretazioni e alle trascrizioni delle sue musiche.

Questo disco del chitarrista svedese Mats Bergström è particolarmente interessante perché raccoglie tutti i Sei Solo, realizzando una vera e propria maratona musicale in due cd. Si tratta di un lavoro quasi imponente, Bergström riesce sempre a fare in modo che le sei composizioni mantengano infatti una tensione, nata dal rispetto di regole auto-imposte, tra una forma che potremmo arrivare a definire come rigorosa, inflessibile, severa, complessa e il contenuto, appassionato, intenso. Un equilibrio musicale tra interpretazione, trascrizione, ricerca appassionata di un’eleganza che non è solo formale ma sostanziale

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My ambition is as simple as it is clear: to make the piece sound as if it had been composed for the guitar. This means that I have tried to adapt the original setting for the specific range possibilities and limitations of the guitar in the same fashion that Bach and his conternporaries went about. The afore-mentioned lute version of Partita No. 3 provides valuable clues. The G minor fugue ex- ists in settings for organ and for lute. the latter not by Bach himself. All of Sonata No.2 survives in a keyboard arrangement of unknown hand, as is the case with the Adagio from Sonata No.3. I have benefit greatly from being able to study these arrangements as well, as they were made by contemporaries of Bach, familiar with the practice of the time.” *

Di fronte alla grande complessità delle opere di Bach le reazioni possono essere diverse, si può indietreggiare e ammirarne la superficie armoniosa, tralasciando il grande fiume di pensiero che scorre sotterraneo alla sua musica, oppure abbracciarne la grande spiritualità, fingendo di non vederne la complessità strutturale. Oppure. Oppure si deve accettarne la grandezza, considerando la sua musica come una variabile senza tempo, esposta sempre a nuove possibili interpretazioni, e le sue partiture musicali come degli ur-text la cui lettura può avvenire sempre in modo diverso, delle opere aperte dove il rischio e la sorpresa si nascondono dietro ogni angolo.

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Playing Sei Solo in its entirety is a rare experience. which strongly influences one’s perception of time and proportions. A performance of the grandiose Ciaccona is usually a tour de force, but in this context it is actually just one of the thirty-two movements. albeit the longest one. This experience offers insights but also raises questions. For example, do the numerous repeaits benefit the listener’s experience? In my third complete performance of Sei Solo I made the experiment to omit these. Right or wrong? In any event, the concert was significantly shorter! But what about any ornaments, which are usually saved for the repeats? For the recording of the work, I opted for retaining all the prescribed repealt except in the fast final movements fo the three sonatas.*

Secondo questa chiave di lettura, assolutamente personale, le musiche di Bach possono diventare più contemporanee e attuali di quelle di tanti compositori odierne. Perché la loro stessa natura è a-temporale. Perché la loro stessa struttura ne consente ogni volta una rilettura diversa, rigorosa, motivata e contemporanea. Bergström realizza un disco maturo dimostrando una capacità di lettura e di interpretazione fuori dal comune, unite a un virtuosismo essenziale e donando la resistenza, la concentrazione e l’introspezione necessarie a dare forma alle varie sezioni, creando un disegno logico e polifonico unico, che lascia attonito chi ascolta. Si tratta di un bellissimo lavoro, reso ancora più bello dalla confezione e dal libretto che accompagna il cd.

* Mats Bergström on the cd’s booklet

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