#Recensione di Takemitsu Complete Music for Solo Guitar di Andrea Dieci, Brilliant Classics, 2018 su #neuguitars #blog

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Recensione di Takemitsu Complete Music for Solo Guitar di Andrea Dieci, Brilliant Classics, 2018

https://www.brilliantclassics.com/articles/t/takemitsu-complete-music-for-solo-guitar/

Per ascoltarlo: https://brilliant-classics.lnk.to/TakemitstuCompleteMusic

Questo cd mi pone davanti ad alcune interessanti divagazioni. Primo. Perché un interprete dovrebbe tornare sui suoi passi e dopo alcuni anni riprendere in mano un repertorio già eseguito? Secondo. Il modo in cui le musiche vengono registrate, il modo in cui vengono prodotte, può cambiare la nostra percezione di queste musiche e spingerci a un nuovo ascolto e quindi a una “revisione” del nostro stesso ascolto?

Credo sia normale che un interprete voglia ritornare sui suoi passi. E’ nel concetto stesso di interpretazione. Il ricominciare da capo. Lo scattare un’altra volta la stessa fotografia. Lo stesso soggetto. In un momento diverso. Scoprire come le esperienze maturate hanno modificato il modo di suonare, di sentire, anche solo di “vedere” uno spartito. La musica? Sì quella è sempre la stessa, ma cambia la persona, cambia l’artista, è un modo per segnare un nuovo confine, stilare un bilancio, una nuova sintesi da cui ripartire, il rivedere le proprie posizioni e, perché no, il mettere in dubbio le proprie certezze. E poi c’è la tecnologia, lo studio di registrazione, un produttore diverso. Quattordici anni sono un abisso, un volo in avanti. Come sarebbe registrare di nuovo oggi con nuove apparecchiature? Cosa cambia? Come viene “percepita” questa musica? Qual’è il grado di sensibilità a cui posso osare? E la perfezione?

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Questi pensieri mi hanno inseguito mentre ascoltavo questa eccellente registrazione del Maestro Andrea Dieci. Sì perché mentre ascoltavo non ho potuto resistere nel confrontare nella mia testa la sua precedente registrazione delle stesse musiche avvenuta 14 anni fa per la label italiana M.A.P.. Nell’ascolto le due versioni si sono sovrapposte, integrate e ho pensato a cosa era cambiato, cosa poteva essere stato mutato nella lettura degli spartiti, nel pensiero dell’interprete…. E cosa era cambiato nella registrazione? Quante sfumature erano state perse nella versione della M.A.P. e qui invece esaltate? E la musica? Takemitsu è il regno della sensibilità, del gioco impalpabile tra luci e ombre, tra colori autunnali e primaverili, tra delicati equilibri decisi da un giardiniere musicale che sembra eclissarsi nella sua stessa creazione, nella natura che rivendica il suo ruolo, nel suono che affascina e avvolge emergendo e scomparendo nel silenzio.

Quattordici anni sono tanti. Tanti ne sono stati necessari perchè queste musiche tornassero a reclamare l’attenzione del Maestro Dieci. Era il tempo necessario. Se ci pensate si condensano nella spazio di un cd,nel confronto tra due immagini sonore, tra due registrazioni. John Cage non amava i dischi, diceva che rovinavano il panorama. Ma questo panorama è fantastico.

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