Outsiders: #recensione di GIULIANI, M.: Vocal and Guitar Music – Grande Ouverture / Variations on a Theme from Handel’s Harmonious Blacksmith / Cavatina (R. Bertini, Ficco), Naxos, 2018 su #neuguitars #blog

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Outsiders: #recensione di GIULIANI, M.: Vocal and Guitar Music – Grande Ouverture / Variations on a Theme from Handel’s Harmonious Blacksmith / Cavatina (R. Bertini, Ficco), Naxos, 2018

http://www.davideficco.com/

https://www.naxos.com/catalogue/item.asp?item_code=TC780703

Dalla musica contemporanea alla musica romantica. Il Maestro Davide Ficco torna alla musica romantica con questo repertorio dedicato alle opere solistiche per voce e chitarra del grande chitarrista Mauro Giuliani. Anche chi ha una superficiale conoscenza del mondo della chitarra classica non può non apprezzare l’opera di questo grande virtuoso, un’opera vasta, eterogenea e caratterizzata da una scrittura idiomatica e facilmente riconoscibile. In questo cd, realizzato dalla casa discografica italiana Tactus, troviamo, per voce e chitarra, “6 Ariette, Op. 95 ”, “Romance, à Marie Louise d’Austrie, au Berceau de son Fils in Op. 27”, “6 Cavatine, Op. 39”, “Cavatina, Op. 79: Tema e variazioni: Alla bolero” e per chitarra solista la “Grande Ouverture, Op. 61”, “Variations on a Theme from Handel’s Harmonious Blacksmith, Op. 107” e “Grand Sonata Eroica in A Major, Op. 150”. Tutte musiche molto interessanti e eseguite con notevole abilità e perizia.

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Ad attirare di più la mia attenzione sono le seguenti frasi, scritte dal Maestro Ficco nel libretto che accompagna il cd: “Seguendo questo percorso, nelle presenti registrazioni sono presenti delle varianti ai ritornelli, qui particolarmente evidenti nelle pagine solistiche. Esse sono state concepite considerando il contesto compositivo generale, spingendosi – non senza una certa arditezza – anche a rileggere il ritornello dell’esposizione nella Gran Sonata eroica op. 150, oppure, nelle Variazioni su un tema di Haendel op. lO7, arretrando verso modalità più propriamente barocche, quasi una sorta di omaggio al grande compositore sassone, portandosi gradualmente all’estetica classica (le variazioni stesse si presentano come un passaggio graduale attraverso due stili successivi). La parte vocale, invece, presenta fioriture che appartengono a una prassi esecutiva ormai consolidata nel repertorio abitualmente praticato dall’interprete. La scelta di variare i ritornelli tende a liberare queste pagine da una eccessiva e rigida fedeltà al testo e dallo sforzo – ancorché giustificato – di una lettura “oggettiva”. Si è così persa nel tempo una interpretazione più libera e flessibile: sia nell’orecchio dell’ascoltatore, sia nel gusto e nelle capacità degli esecutori. Improvvisazione, insomma: ai tempi di Giuliani, l’esigenza di variare ciò che era stato appena esposto era ancora presente, sebbene la serietà e la compiutezza di molte opere d’autore limitassero assai l’apporto dell’esecutore. Abbiamo voluto immaginare, in questo modo, un generoso Mauro Giuliani concedersi qualche momento di fantasia con cui stupire, ancora una volta, il suo affezionato pubblico.”

Personalmente ho trovato queste parole molto interessanti, meritano di essere approfondite. Offrono nuovi spunti e nuova luce sull’interpretazione dei brani di Giuliani. Un lavoro davvero ottimo.

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