#Intervista con Roberto Zorzi (Settembre 2018) su #neuguitars #blog

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Intervista con Roberto Zorzi (Settembre 2018)

http://www.niccosmo.org/zorzi/index.html

Ciao Roberto e ben tornato sul blog Neuguitars. Sembra che negli ultimi tempi tu abbia lavorato parecchio…

Ciao Andrea e grazie per la tua attenzione nei miei confronti. Effettivamente il 2017 e l’inizio del 2018 sono stati molto proficui dal punto di vista discografico e colgo qui l’occasione per ringraziare Nicola Battista di Kutmusic, sempre attento e disponibile.

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Parlaci di questi due nuovi lavori, cominciamo con La Terra dei Frippi realizzato con la Compagnia del Trivelin… prima parlaci della Compagnia e poi della Terra dei Frippi..titolo davvero ironico per un concerto…

Il trio nasce dall’occasione di un concerto a Bologna, al Teatro San Leonardo: si tratta di un trio che sviluppa l’improvvisazione totale (io e Boris Savoldelli avevamo già fatto assieme alcune cose, ma con Massimo Barbiero mi sono visto la prima volta la sera del concerto), ma senza disdegnare l’utilizzo di materiale noto, su cui sviluppare le nostre idee. Il titolo è parto della mente di Boris ed è stato poi esteso all’ album, sembrava simpatico e abbastanza significativo e sufficientemente auto-ironico.

Ormai con Boris Savoldelli hai un rapporto più consolidato, nel concerto il vostro interplay è eccezionale…

Ti ringrazio, è così: la vediamo allo stesso modo su tutto, in particolare nella ricerca di “standards” di vario genere e tipo da “ricostruire”, pescando nella tradizione popolare, in particolare quella americana. Ma anche con Massimo Barbiero direi che le cose sono andate più che bene.

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E poi “Facanàpa & Umarells and the Wold Wide Crash” con il trio con Amendola alla batteria e la leggenda Michael Maenring al basso, come hai conosciuto Michael, sono suo fan sfegatato fin dai tempi dei suoi dischi della Whindham Hill…

Sì, questo trio è un po’ la summa di quello che ho sempre cercato: un “power trio” che improvvisi su stilemi non codificati, nei quali l’ascoltatore può trovare riferimenti di ogni genere, dall’ambient, al rock, al punk, al jazz- Michael Manring lo conobbi una quindicina di anni fa ad un suo concerto in Italia, me ne aveva parlato Henry Kaiser ed io lo conoscevo per le sue cose con Michael Hedges. E’ veramente straordinario, una persona amabilissima e disponibilissima: è presente anche in “Dangereuxorcisms” dei NAD. Altrettanto dicasi di Scott Amendola, ammirato nei Nels Cline Singers e anche nei suoi progetti solistici.

Citare gli “Umarells” nel titolo e nella cover del cd è stata un’idea geniale, come vi è venuta?

L’inventore del termine “Umarell” (che indica il pensionato che si ferma davanti ad un cantiere per osservare i lavori e magari dare qualche consiglio agli operai) è lo scrittore bolognese Danilo Masotti, che ha scritto libri sulla loro “fenomenologia”: mi divertiva l’idea di associare l’immagine del pensionato alla mia età (ho 61 anni), anche se non lo sono (credo che non lo sarò mai) e allo stesso tempo omaggiare questi gentiluomini che spesso sono di grande aiuto per figli e nipoti, come ben sappiamo. Guardano il mondo in disfacimento (l’immagine della copertina) e ne traggono le loro personali considerazioni.

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Dei due questo è il disco che preferisco, è molto più “chitarristico”, la tua chitarra ha un suono eccezionale e un’energia pazzesca, che strumentazione e che effetti hai usato?

Di base i miei “vecchi” effetti a rack, in particolare l’Eventide H3500 ed Eclipse ed il mitico Lexicon PCM42 (acquistato nel 1982 e sempre funzionante), più un po’ di pedali: Red Panda Particle, Dwarfcraft Great Destroyer (sublime), TC Electronic Ditto2 e Flashback, il Tech21 Comptortion, il Muff Diver , lo Zvex Fuzz Probe come distorsori, il sempre utilissimo Line6 DL4. Le chitarre sono una Strato con pick ups Alembic, una Telecaster con pick ups EMG attivi e manico Modulus Graphyte ed una Steimberger ZT3. Tutto dentro un vecchissimo mixer della Boss.

Approfondiamo un po’ il termine Zorzerie@ …che cosa indica esattamente?

Il termine fu coniato da Nicola C. Salerno ancora nel 1987, ai tempi dei primi NAD: indica il “wild bunch” di effetti che ho sempre utilizzato, credo tra i primi in Italia (o forse l’unico a quei tempi).

Dopo un periodo così …la domanda è lecita: cosa stai preparando per il futuro?

Ho alcune idee, la principale un album in solo e, se va in porto, un tour italiano con Henry Kaiser a fine marzo.

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