#Recensione di “…through which the past shines…” di Nils Vigeland/Reiko Füting/Daniel Lippel/John Popham, New Focus Recording, 2018 su #neuguitars #blog

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Recensione di “…through which the past shines…” di Nils Vigeland/Reiko Füting/Daniel Lippel/John Popham, New Focus Recording, 2018

http://www.newfocusrecordings.com/catalogue/through-which-the-past-shines-works-by-nils-vigeland-and-reiko-fueting/

http://www.nilsvigeland.com/content/biography

Two Variations (1990)

01 I. Double Nils Vigeland (b. 1950) Daniel Lippel, guitar 4:10

02 “…through which the past shines…” Nils Vigeland (b. 1950) Daniel Lippel, guitar, John Popham, cello, Nils Vigeland, piano 21:27

03 wand-uhr: infinite shadows Reiko Füting (b. 1970) Daniel Lippel, guitar 6:29

04 Hine ma Tov (arrangement of trad.) Reiko Füting (b. 1970) Daniel Lippel, guitar 4:18

05 Red Wall Reiko Füting (b. 1970) Daniel Lippel, guitar 11:03

La Folia Variants (1996) Nils Vigeland (b. 1950) Daniel Lippel, guitar

06 I. Cadenza 2:35

07 II. Sonata 5:29

08 III. Dances 7:11

Quodlibet (2011) Nils Vigeland (b. 1950)

09 I. Freshman Year Daniel Lippel, guitar, John Popham, cello 2:50

10 II. Sophomore and Junior Year Daniel Lippel, guitar 2:59

11 III. Senior Year 5:57

Two Variations (1990) Nils Vigeland (b. 1950)

12 II. Distant Serenade Daniel Lippel, guitar 3:31

Hine ma Tov – Digital Bonus Track (arrangements of trad.) Nils Vigeland (b. 1950)/Halldór Smárason (b. 1989)/Daniel Lippel (b. 1976)

13 Hine ma Tov Daniel Lippel, guitar 8:09

I dischi di Daniel Lippel sono curiosi. Hanno la capacità obliqua di non essere mai uguali. Il suono magari sì. Il suono inteso come stile, come imprinting dell’interprete, come elaborazione mentale e fisica, come personale apporto dell’esecutore al lavoro creativo del compositore. Come incontro, fusione, innesto di due mentalità creative, come appropriazione e continuazione di un lavoro iniziato da un altra mente creativa. In questo cd abbiamo i compositori Nils Vigeland e Reiko Füting che ci offrono queste composizioni, in gran parte recenti, create tra il 1989e il 2011, per chitarra sola, per duo chitarra e violoncello e, in un caso, in trio con il pianoforte, suonato dallo stesso Vigeland.

Nils Vigeland è nato a Buffalo, New York nel 1950, figlio di musicisti. Ha fatto il suo debutto professionale come pianista nel 1969 con la Buffalo Philharmonic Orchestra, con Lukas Foss come direttore d’orchestra. Successivamente ha studiato composizione con Foss all’Harvard College, diplomandosi con un B.A. nel 1972. Ha conseguito il dottorato all’Università di Buffalo dove ha studiato composizione con Morton Feldman e pianoforte con Yvar Mikhashoff. Le sue musiche sono state pubblicate su Mode, EMF, New Focus Recordings, Lovely Music e Naxos. La sua musica corale è pubblicata da Boosey e Hawkes.

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Reiko Füting nasce nel 1970 a Königs Wusterhausen, appena fuori Berlino nella ex Germania dell’Est. Ha studiato composizione e pianoforte all’Accademia di musica Carl Maria von Weber a Dresda prima di trasferirsi negli Stati Uniti per conseguire lauree alla Rice University e alla Manhattan School of Music. Gli insegnanti principali di Füting includono Jörg Herchet e Nils Vigeland (composizione) e Winfried Apel (piano). Füting è membro di facoltà alla Manhattan School of Music dal 2000.

Nel libretto che accompagna il cd Daniel Lippel cita la tensione di queste musiche sospese in equilibrio tra la sicurezza offerta dal passato e la tensione verso il futuro. E’ un equilibrio complesso. Il rischio di un ennesimo neoclassicismo. Il rischio è nella auto-referenzialità, la caduta in un circolo vizioso in cui la musica rassicura in quanto suona come già ascoltata e allo stesso tempo annoia in quanto derivativa. L’eccesso? L’incomunicabilità dei linguaggi. Il rifiuto di un’espressione condivisa.

Questo rischio o meglio queste due possibilità rischiose mi sembrano escluse dalle musiche presenti in questo cd. Non sono pretenziosamente inascoltabili, non suonano noiosamente come già ascoltate. Esprimono la contemporaneità, esprimono una realtà sociale, economica, culturale che è andata oltre al post-modernismo, che gioca con tutti gli stili, e in cui l’unico limite apparente è la fantasia e il coraggio di chi compone e di chi esegue. Questo disco è un capolavoro.

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