John Cage: Changes Chances di Elena Càsoli, 2006, Stradivarius su #neuguitars #blog

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Changes Chances di Elena Càsoli, 2006, Stradivarius

http://www.elenacasoli.com/

http://www.stradivarius.it/scheda.php?ID=801157033718400

1. Changes (1983) – CARTER Elliot – (1908 2012) – New York – USA
2. Four6 (1992) – CAGE John – (1912-1992) – USA
3. Ascencion (1993) – RILEY Terry – (1935) – Colfax – STATI UNITI
4. Barabas (1995) – RILEY Terry – (1935) – Colfax – STATI UNITI
5. Piedad (1995) – RILEY Terry – (1935) – Colfax – STATI UNITI

Dopo il bellissimo esordio su Stradivarius con StrongStrangeStrings Elena Càsoli torna con l’ideale seguito di Changes Chances confermando le sue doti eccezionali di chitarrista e interprete, questa volta messe a disposizione di “tre compositori americani, incontrati ognuno una sola volta, ascoltati a lungo prima e dopo l’incontro, illuminati ognuno a suo tempo e modo, per il mio percorso attraverso la Nuova Musica.”
Si comincia l’ascolto con il brano di Elliott Carter “Changes”, realizzato con la chitarra Fritz Ober. Un brano estremamente energico, dal tessuto ritmico complesso, teso che non lascia spazio a cali di tensione e di attenzione.
Il brano di Cage è quello meno “chitarristico” del cd, ma contemporaneamente è quello in cui il Elena Càsoli è dovuta ricorrere a tutto il “arsenale” di chitarre. Il pezzo “for every instrument or way of producing sounds” è composto da quattro parti distinte, ogni interprete sceglie 12 suoni e poi esegue il pezzo collocando ogni oggetto sonoro in precisi ambiti temporali, il compositore in pratica controlla la durata e il momento dell’apparizione dei suoni, mentre la loro natura è lasciata agli interpreti. Ne esce un pezzo dilatato, quasi in sospensione che cresce di ascolto in ascolto, non è un brano facile e può risultare spiazzante per chi si avvicina la prima volta alle idee di Cage.

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A chiudere il cd riportando il suono sui colori della Panormo, arrivano i tre musiche di Terry Riley, che sorprenderanno chi è abituato alle opere minimaliste del maestro americano: sono tre brani appartenenti a un ciclo di più di 20 pezzi per chitarra chiamato Book of Abbeyozzud, realizzati per il figlio Gyan e incisi assieme al chitarrista David Tanenbaum nel 1999. Questi pezzi suonano stranamente “spagnoleggianti”, iberici, così lontani dalle sonorità spesso ipnotiche, sognanti e minimali tipiche di Riley. L’ascolto ripetuto tuttavia mette in risalto una ricchezza musicale fatta di intrecci, soluzioni compositive, quasi contrappunti che spaziano liberamente e “profumano” di jazz, minimalismo, musica indiana, folk riflettendo tutto il background musicale del loro compositore.
Registrazione estremamente accurata e precisa.

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