#Recensione di Electric Creatures di Giacomo Baldelli, 2018 su #neuguitars #blog

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Recensione di Electric Creatures di Giacomo Baldelli, 2018

http://www.giacomobaldelli.it/

https://www.audioglobe.it/artist.php?iId=54828

1- G. Baldelli – And Watch – 2018 Kate Soper – Voce / Prima Registrazione Mondiale

2- Eve Beglarian – Until it Blazes – 2001

3- Andrea Agostini – Three Electric Creatures  – 2014 Prima Registrazione Mondiale

4- Ryan Pratt – Two – 2018 Prima Registrazione Mondiale

5- Jacob TV – Grab It! – 1999 Prima Registrazione Italiana

6- Nick Norton – Slow Earth  – 2018 Prima Registrazione Mondiale

C’è un fantasma che si… “agita” nel mondo della musica contemporanea. Oddio, per essere un fantasma è decisamente concreto e tangibile e rumoroso. E’ vero, i fantasmi possono essere molto rumorosi e anche poco rispettosi e non c’è dubbio che la chitarra elettrica possa rappresentare qualche difficoltà di approccio per chi ha una formazione accademica. Facciamocene tutti una ragione: la chitarra elettrica è uno strumento a se stante, anzi non è soltanto uno strumento musicale, ma funziona come un mix molto complicato di tecniche, significati, immagini e desideri.

Come strumento la chitarra elettrica di configura in maniera totalmente diversa da uno strumento classico: la catena strumento, cavi, effetti, pedali e amplificatore richiede una serie di competenze tecniche di natura decisamente specialistica. La sua natura di ascendenza strettamente popolare impone l’analisi di una serie di musiche basate su caratteristiche molto lontane da quelle studiate nel Conservatorio. E non sto parlando solo del rock, del jazz e della musica pop. Prendete ad esempio le idee radicali di Bailey e di Fripp. Riuscire a creare un nuovo contesto stilistico “contemporaneo” è decisamente materia complessa e complicata. Complessa e affascinante, perché lo strumento elettrico permette una serie di combinazioni e di possibilità praticamente infinite e perché ben poche cose sono così eccitanti come sapere di poter forzare dei limiti iconici consolidati.

Devo dire che, da questo punto di vista, il 2018 ci ha regalato delle belle soddisfazioni. Prima l’ottimo disco di Sergio Sorrentino, poi questo capolavoro di Giacomo Baldelli, “Electric Creatures”, che riprende e amplifica il discorso già iniziato nel suo precedente cd “Chitarra Italiana XXI Secolo”.

Questo disco concretizza assieme diversi aspetti che lo rendono a mio modesto parere semplicemente unico: unisce tra loro diverse composizioni specifiche per la chitarra elettrica, riuscendo a dimostrare le grandi possibilità che questo strumento può offrire, e allo stesso tempo tempo fa ascoltare un suono elettrico pieno, corposo, carico e sporco al punto giusto riuscendo a uscire dalle forme rock più iconiche. Vi sembra poco? Credetemi, non è cosa da poco, decisamente! Per ottenere questo aspetto stilistico occorre un ascolto attento, dedicato e soprattutto uno studio approfondito e appassionato. Baldelli è riuscito a combinare tra loro l’energia e l’indisciplina della chitarra elettrica, un suono perfetto, un’attenzione per i dettagli maniacale e il massimo rispetto per le idee e i desideri dei compositori. E’ un equilibrio difficile e complesso. Ma Giacomo Baldelli ce l’ha fatta. Disco da collezione. Raccomandatissimo. Sarà in vendita dal 30 di novembre 2018.

p.s. Mi permetto di aggiungere, per maggior completezza e desiderio di informazione una breve lista di curriculum per meglio presentare i compositori impegnati in questo disco.

EVE BEGLARIAN

Storica firma ed interprete della musica contemporanea newyorkese, Eve Beglarian e’ vincitrice dell’Alpert Award per le arti 2017 “per la sua prolifica, coinvolgente e sorprendente produzione”, mentre nel 2015 e’ stata insignita del Robert Rauschenberg Prize dalla Foundation for Contemporary “ per la sua innovazione, sperimentazione e capacita’ di accettare rischi e sfide musicali”. Il Los Angeles Times l’ha definita” umana, ribelle idealista e sensualista musicale”. La sua musica e’ stata eseguita da the Los Angeles Master Chorale, the American Composers Orchestra, the Bang on a Can All-Stars, the Chamber Music Society of Lincoln Center, the California EAR Unit, the Orchestra of St. Luke’s, Sequitur, loadbang, the Guidonian Hand, Newspeak, the Ekmeles Vocal Ensemble e performers come Maya Beiser, Sarah Cahill, Lauren Flanigan, Marya Martin, e Mary Rowell. Ricca e’ anche la sua produzione per il teatro musicale, il balletto e le arti visuali. Le sue composizioni sono state pubblicate da ECM, Koch, New World, Cantaloupe, Innova, Naxos, Kill Rock Stars, CDBaby, e Bandcamp.

ANDREA AGOSTINI

Andrea Agostini ha studiato composizione e musica elettronica a Bologna, sua città natale, perfezionandosi in seguito in Italia e Francia. Tra il 2008 e il 2010 ha seguito i due anni di corso in composizione e informatica musicale all’IRCAM di Parigi. Ha composto numerose opere di musica strumentale, elettroacustica e mista, che appaiono regolarmente nei principali festival internazionali. La sua curiosità per la totalità dei linguaggi musicali l’ha portato a lavorare nei domini del rock e dell’improvvisazione, e a studiare tradizioni musicali non occidentali. Affianca alla produzione artistica un’attività di spicco di ricercatore e insegnante nell’ambito dell’informatica musicale, ed è membro fondatore del collettivo di compositori \nu\thing, sul cui blog scrive di nuova musica.

RYAN PRATT

Ryan Pratt ha effettuato i suoi studi in composizione alla Columbia University di New York nel 2018. Allievo di George Lewis, Fred Lerdahl, Tristan Murail, Richard Carrick, e Fabien Lévy, ha da sempre svolto un profondo lavoro di esplorazione delle potenzialita’ espressive degli strumenti con cui lavora. Il suo accurato studio sugli armonici lo ha portato anche a creare Maya, strumento artigianale per aiutare i compitori alle prese con creazioni microtonali. I suoi lavori piu’ recenti sono stati eseguiti da New Thread Quartet, Wet Ink Ensemble, Chartreuse, Ensemble Pamplemousse, e Yarn/Wire. E’ attualmente docente al Montclair State University (New Jersey), Baruch College e Columbia University a New York City.

JACOB TV

Definito compositore “avant-pop”, l’olandese  JacobTV (Jacob Ter Veldhuis) comincia la sua carriera come musicista rock per poi studiare composizione e musica elettronica al conservatorio di Groningen. Vincitore del Composition Prize of the Netherlands nel 1980 si e’ presto creato un nome grazie alla sua musica dallo spiccato senso melodico, viscerale e di grande effetto. Definito dalla stampa l’ Andy Warhol della musica contemporanea”, visto parte della sua produzione – denominata “boombox repertoire” – , nata dal connubio tra strumenti live e basi parlate pre-registrate, diventare molto popolare. Attualmente e’ uno dei compositori europei piu’ eseguiti e viene considerato una sorta di “fuorilegge” dalla musica contemporanea accademica (fu addirittura accusato di “terrorismo musicale”). Il Wall Street Journal ha detto che “alcuni suo lavori fanno sembrare sedati molti musicisti hip-hop”.

NICK NORTON

Nick Norton e’ un compositore, chitarrista e concert promoter di Los Angelese. Il suo focus di interesse sono tutte le zone grigie che si trovano tra i diversi generi musicali, e’ il tentativo di creare nuove esperienze per gli ascoltatori e quello di distruggere le barriere sociali che ancora si trovano oggi nel mondo musicale. Il Los angeles Times ha definito la sua musica come “pazza” e NewMusicBox ha definito i suoi brani come “viscerali haiku sonori”. Nick e’ co-artistic director di Equal Sound, fondatore ed editor di New Classic LA, membro di Synchromy, suona nelle band Honest Iago, Better Looking People With Superior Ideas e  The Newports.  

KATE SOPER

Kate Soper e’ compositrice, performer, scrittrice i cui lavori esplorano l’integrazione di dramma e retorica in strutture musicali, lo sfuggente continuum tra espressivita’, intelleggibilita’ e significato e il meravigliosamente misterioso panorama della voce umana. Il Boston Globe l’ha definita compositrice “dalla forza incisiva e che talvolta incute soggezione”, il New Yorker ha definito la sua musica “limpida, fatta di vocalismi precisi, di teatralita’ impetuosa e di maestria dello stile contemporaneo”. Finalista al Pulitzer Prize nel 2017 finalist, Soper ha ricevuto premi dalla prestigiosa Guggenheim Foundation, dalla American Academy of Arts and Letters, dalla  Koussevitzky Foundation, da Chamber Music America, dal Lili Boulanger Memorial Fund, dalla Music Theory Society of New York State e da ASCAP. Ha ricevuto commissioni dalla Los Angeles Philharmonic, American Composers Orchestra, Carnegie Hall, Tanglewood Music Center/BUTI, MIVOS string quartet e Yarn/Wire. Acclamata performer “dotata di grazia e avvincente presenza” (New York Times), Kate Soper si esibisce frequentemente come mezzo soprano nella musica contemporanea come freelance o come membro fondatore dell’ensemble Wet-Ink.

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