#Recensione di White di Andrea Rubini e Davide Bussoleni, Lo Stato dell’Arte, 2018 su #neuguitars #blog

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Recensione di White di Andrea Rubini e Davide Bussoleni, Lo Stato dell’Arte, 2018

https://davidebussoleni.bandcamp.com/releases

Il Bianco. Il non colore per eccellenza. Più invasivo del nero. Un mare bianco in cui galleggiare. Un idea di suono. Un’idea di improvvisazione. L’idea di una copertina bianca in cui galleggiano dei tratti neri, un cuore nero che pulsa un colore nero su uno sfondo bianco. Andrea Rubini e Davide Bussoleni realizzano questo disco di “jazz trasversale”, di quiete improvvisazioni fatte di piccoli tratti musicali, di una gentile apparenza musicale, di suoni che entrano e escono dal silenzio bianco.

“White” è un disco quasi autunnale. Il disco perfetto per una giornata di nebbia, dove i suoni ambientali vengono attutiti da un mare bianco, impalpabile e inconsistente, che confonde i contorni e annulla le distanze.

Solo percussioni e chitarra in questo disco che potrei continuare a definire un disco di dialogo tra i due strumenti, con un dialogo quasi sussurrato, discreto, sospeso tra silenzi e contenuti. Credo che l’interplay sia la chiave di lettura di questo disco, un gioco scrupoloso e onesto tra due musicisti che giocano a un “call e risponse” serrato e interlocutorio, scambiandosi opinioni e idee a getto continuo.

“White” è un ottimo lavoro. Insolito nel panorama italiano e per questo ancora più interessante.