#Intervista con Andrea Rubini (Gennaio 2019) su #neuguitars #blog

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Intervista con Andrea Rubini (Gennaio 2019)

Ciao Andrea, benvenuto sul blog Neuguitars, come è nato il tuo interesse per la chitarra?

Ciao e grazie per l’interesse nei miei confronti, la passione per la musica direi che è innata, ho cominciato da piccolissimo con gli strumenti a fiato ed a percussione nella locale banda musicale cittadina.

Mentre intorno ai 14 anni un amico di mio padre lasciò a casa nostra una vecchia chitarra elettrica Galanti degli anni ’60 : fu subito “Amore incondizionato ” !!!

Qual è il tuo background musicale?

Come ti dicevo ho iniziato come molti della mia zona nella locale banda musicale cittadina, successivamente dopo aver completato gli studi classici mi sono avvicinato al jazz ed alla musica moderna diplomandomi con il CDPM di Bergamo in quel “corso” che fu l’anticamera del nuovo ordinamento dei conservatori, con materie che oltre allo strumento prevedevano arrangiamento, editoria musicale, didattica e pedagogia, business, informatica musicale e tanto altro, poi la curiosità mi ha portato in giro per il mondo dove ho frequentato workshop e corsi presso le ambite scuole Statunitensi.

Ho frequentato molto anche l’ambiente della musica contemporanea in Germania.

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Con che chitarre suoni e con quali hai suonato? Usi effetti o pedali particolari?

Io considero la chitarra principalmente lo strumento per esprimermi, ho in mente sempre il “mio suono” e mi piace ricercarlo con chitarre diverse, cosa che mi da sempre nuovi stimoli. Devo riconoscere però di avere un “culto” per l’oggetto chitarra, penso di aver suonato qualsiasi modello importante conosciuto!

Ultimamente uso le chitarre di un incredibile liutaio Olandese: Frans Elferink e precisamente una chitarra archtop “Tonemaster”. Apparentemente tradizionale ha un suono completo ed articolato che ben si sposa con il mio essere un po “Dr Jekyll” ed un po “Mr Hyde” tra acustico ed elettrico come del resto lo sono le contaminazioni tra generi che frequento.

Nel resto del mio set-up attuale ci sono una Fender stratocaster ed una Fender telecaster che insieme ad una Godin nylon sono state usate su “White”, poi una classica Alhambra 3F ed una acustica artigianale che uso con una accordatura originale

Per quanto riguarda gli effetti ho una pedalboard tuttavia semplice che però comprende effetti creativi come l’ Arpanoyd della Earthquaker (un arpeggiatore polifonico) e il Plus Pedal della Gamechanger audio ( credo di essere stato tra i primi ad acquistarlo!!!) un fantastico pedale sustain con mille possibilità creative, oltre a loop, delay, reverb, drive etc… le solite cose insomma….

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Come è nata la tua collaborazione con Davide Bussoleni e come è nata l’idea di un disco come “White”?

Era da tempo che sentivo parlare di questo giovane batterista e capitata l’occasione di conoscersi e scambiare quattro chiacchiere è nata subito un intesa davvero speciale!

Quelle parole erano già musica , l’originalità ci accomunava, parlando stavamo già suonando e da subito è nata l’idea di un progetto in duo con la libertà ma anche con il rischio che l’estemporaneità porta con se.

La registrazione è avvenuta quasi per caso durante il live ed una volta ascoltata ci siamo resi conto che rispecchiava perfettamente la nostra idea di base , Paolo Tinnirello dello “Stato dell’Arte “ha fatto il resto con la sua produzione!

Ho trovato bellissimo il disegno di Elena Lanzanova, è stata sempre lei ad ideare il packaging del cd? Trovo che riesce a rendere benissimo le musiche contenute al suo interno…

Elena è un artista incredibile che opera nell’intimità delle sue mura, difficilmente espone e condivide la propria arte frutto di un bisogno personale. Le abbiamo fatto ascoltare la musica di White e le abbiamo chiesto un disegno che la rappresentasse senza condizionamenti e direi che il risultato è ben centrato. Il packaging è frutto della collaborazione di tutti e tre, volevamo una cosa semplice ma con molta personalità.

Quale significato ha l’improvvisazione nella tua ricerca musicale?

Ho imparato con il tempo che mi è difficile riprodurre fedelmente una composizione visto che il mio esprimermi è frutto di un filtro personale con cui ascolto e successivamente elaboro la stessa. Mi sento condizionato dal luogo, dal momento, da una precisa emozione e dal mio vissuto, quindi l’estemporaneità è il miglior “Abitat” in cui mi posso muovere.

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Qual’è il ruolo dell’errore nella tua visione musicale?

L’errore mi causa spesso un conflitto interiore, lavoro molto duramente per trovare sempre la nota che ritengo giusta ma quando sbaglio il mio pensiero prende immediatamente altre strade che diversamente non avrei esplorato, quindi ben venga l’errore!

E qual’è secondo te la funzione di un momento di crisi? Te lo chiedo visti i tempi in cui viviamo

E’ un momento molto difficile e personalmente, come molti, ne sono stato coinvolto, ma la cosa che mi fa soffrire di più è che ci sono persone che vivono in condizioni al limite della dignità. Io mi ritengo fortunato anche perché ho la musica come ancora di salvezza, non so se questo traspare dalla mia produzione perché cerco comunque di essere positivo. Sicuramente per il filtro di cui ti parlavo prima questo condiziona il mio modo di “sentire” e quindi di comporre. non so se ci rende più sensibili……dovrebbe? vedo con delusione tanta difficolta nei rapporti… se ci avvicinassimo di più….

Ci consigli cinque dischi per te indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta…..

Domanda difficile…. c’è cosi tanta musica che amo…. se proprio devo scegliere direi :

Still life Talking ( P. Metheny )

Sinfonia n.41 K551 “Jupiter” ( Mozart ) nella registrazione della London Philharmonic Orchestra

Talk to your daughter ( Robben Ford )

Free jazz ( O. Coleman )

Camera a sud ( V. Capossela )

play list strana vero?

La mia copia di “Talk to your daughter” è autografata da Robben Ford. Quali sono i tuoi prossimi progetti? Su cosa stai lavorando?

I progetti sono sempre tanti cosi come le energie per realizzarli, poi il tempo(tiranno….) il denaro , i problemi…. però per la fine dell’anno dovrebbe uscire un cd in solo con musiche tutte originali tranne una cover di una canzone di Elisa realizzato con una chitarra acustica accordata in maniera originale e con l’inizio dell’anno nuovo registreremo un trio sempre con Davide alla batteria preparata, e con Loris leo Lari al contrabbasso nuova musica che ha una storia particolare .. ma non voglio svelare troppo.

Successivamente registreremo con una formazione allargata ed una produzione speciale brani che ho composto in circa 20 anni e per un motivo o per l’altro sono rimasti in un cassetto, sarà una vetrina completa del mio essere musicista. Poi un progetto in solo con le mie chitarre e i miei pedali….. ma oggi lo fanno tutti mi sento dire…. io sto lavorando per dire la mia!

Grazie ancora, Andrea…

Grazie infinite Andrea e complimenti per il tuo lavoro! veramente un eccellenza in questi tempi di disattenzione per tutto quello di interessante che invece “vive”

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