#Recensione di Fractal Guitar di Stephan Thelen, MoonJune Records, 2019 su #neuguitars #blog

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Fractal Guitar di Stephan Thelen, MoonJune Records, 2019

https://stephanthelen-moonjune.bandcamp.com/releases

http://www.stephanthelen.com/

Track Listing: Briefing For A Descent Into Hell; Road Movie; Fractal Guitar; Radiant Day; Urban Nightscape.

Questo disco nasce dall’urgenza personale di Stephan Thelen di tornare a sperimenatre e a giocare con gli effetti per chitarra dopo gli anni passati a suonare con il gruppo Sonar. Il risultato va ben oltre alle più rosee aspettative: questo disco è un puro concentrato di talenti e di ispirazione. La sua creazione ricorda qualcosa dei supergruppi che si creavano nella fine anni 60 e negli anni 70, talentuaois musicisti che univano le loro forze per un progetto specifico e una volta soltanto. Ogni brano, e sono cinque quelli presenti nel cd, racconta una storia in se, un capitolo autoconcluso da poter ascoltare sia come una parte del disco, una singola pietra all’interno di un mosaico più grande.

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Cosa accomuna ogni brano? Innanzitutto la ritmica, frutto di un lavoro eccezionale svolto da Matt Tate con la sua U8 touch guitar (bass), un vero generatore di linee di basso continuo, robuste e ipnotiche e della batteria precisa, millimetrica, instancabile di Manuel Pasquinelli e di Benno Kaiser. Perchè un supergruppo? Guardate i nomi dei chitarristi presenti, la lista è impressionante. A parte lo stesso Thelen troviamo David Torn, Markus Reuter (che ultimamente sembra aver vinto il primo premio come il chitarrista più attivo sulla scena), Henry Kaiser, Jon Durant, Bill Walker e Barry Cleveland. Insomma un concentrazione davvero interessante. Personalmente ho ascoltato e riascoltato questo disco fino a perdere la nozione di quale brani stessi ascoltando. Ho rinunciato a capire chi stesse suonando cosa e mi sono perso nell’intreccio delle chitarre,dei loop ripetuti, della meravigliosa precisione del loro processo. Mi sono perso nella struttura e nella architettura del suono e dei brani. Ho rinunciato a cercare un percorso e mi sono lasciato affascinare dalla trama. Il punto è che in questo disco tutto è stato lavorato al cesello, ogni dettaglio è perfetto, non c’è una virgola fuori posto, la produzione è splendida, il suono lussureggiante, le melodie e gli echi crescono e si sviluppano come una giunga tropicale Fractal Guitar raggiunge quel livello perfetto in cui la ripetizione diventa confortevole e confortante, dove il loop e il delay sfiorano il contrappunto, dove l’interplay tra i musicisti raggiunge la discreta eleganza di un meccanismo vittoriano, dove l’ascoltatore entra nel processo e si lascia affascinare da quel caleidoscopio di echi e rimbalzi che questi musicisti hanno saputo accuratamente creare. Fractal Guitar è una tela di ragno sonora tridimensionale.

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