#Recensione di Norwegian Landscapes di Marco Cappelli Acoustic Trio, Da Vinci Classics, 2018 su #neuguitars #blog

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Recensione di Norwegian Landscapes di Marco Cappelli Acoustic Trio, Da Vinci Classics, 2018

https://marcocappelli.com/

https://davinci-edition.com/product/c00036/

01. Harry Hole’s Mood – (05:30)
02. Norwegian Landscapes #1 – (02:49)
03. Escape to Hong Kong – (06:41)
04. Norwegian Landscapes #2 – (02:17)
05. Finding Rakel – (08:06)
06. Norwegian Landscapes #3 – (02:23)
07. Bat Hunt – (07:08)
08. Norwegian Landscapes #4 – (02:19)
09. Marcia del potere marcio – (06:02)
10. Norwegian Landscapes #5 – (02:14)
11. Oleg’s Gamble – (03:32)
12. Norwegian Landscapes #6 – (02:26)
13. Asajev Song: Homage to Igor – (04:56)

Dov’era finito il Marco Cappelli Acoustic Trio? Cominciavo a temere il peggio. Si sa, a frequentare scrittori di romanzi gialli non si sa mai dove si va a finire. Dopo “Les Nuages En France” ispirati dalla scrittore Fred Vargas del 2011 e “Le Stagioni del Commissario Ricciardi” del 2013, Il trio era misteriosamente scomparso. Eclissato. Un’esplorazione investigativa non aveva portato a nulla. Poi. Come spesso succede proprio nei romanzi gialli, il colpo di scena: il Trio viene ritrovato nell’ultimo posto in cui si poteva cercarlo, in Norvegia. E non è solo, il Trio. Con loro ci sono altri indiziati, gente già nota in certi ambienti: Oscar Noriega e DJ Olive. Anche la scena del delitto è cambiata, questa volta ad ispirare le azioni del Trio allargato ci sono i romanzi di Jo NesbØ. E’ cambiata la qualità? No. Sono cambiati gli scenari, le ambientazioni, ma la musica del Marco Cappelli Acoustic Trio rispecchia fedelmente la struttura sociologica di un giallo: è un gioco di specchi, una sovrapporsi cromatico di superfici. Il lettore, l’ascoltatore ci casca sempre, è felice di crederci, sa che qualcosa sta per succedere, vuole capire, sa che qualcuno trama nell’ombra e lo vuole scoprire. Ma non è così facile col Trio. Strutture che sembrano apparentemente solide si dimostrano castelli di note, semplici tracce sono invece indizi portanti, echi evanescenti sono prove che vengono comprese solo alla fine. E il suono. E l’improvvisazione. Gli indiziati perfetti. L’ascoltatore si improvvisa detective, si aggira nei panorami norvegesi, cerca tracce, fiuta la neve, ascolta il vento. Il colpevole? L’ennesima chimera. Si sa, i libri gialli sono delle metafore. Proprio come la loro stessa musica.

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