#Recensione di Music for Flute and Guitar di Daniele Ruggieri, Alberto Mesirca, Brilliant Classic, 2018 su #neuguitars #blog

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Recensione di Music for Flute and Guitar di Daniele Ruggieri, Alberto Mesirca, Brilliant Classic, 2018

https://www.brilliantclassics.com/articles/m/music-for-flute-and-guitar/

1 Muse of Fire for Flute and Guitar

2 Ora pro nobis for Flute and Guitar

3 Cantos desiertos for Flute and Guitar: I. Francesco en Paraiso

4 Cantos desiertos for Flute and Guitar: II. Cancion desierto

5 Cantos desiertos for Flute and Guitar: III. Quijote

6 Cantos desiertos for Flute and Guitar: IV. Llanto

7 Cantos desiertos for Flute and Guitar: V. Tango ladeado

8 Bateau for Guitar

9 Fish Tale for Flute and Guitar

10 Hexadactyl for Guitar

11 Diaphonic Suite for Flute: I. Scherzando

12 Diaphonic Suite for Flute: II. Andante

13 Diaphonic Suite for Flute: III. Allegro

14 Diaphonic Suite for Flute: IV. Moderato ritmico

15 Elegia for Guitar

Questo cd attraversa il nuovo repertorio per chitarra classica come una highline statunitense passa per il territorio americano, dritta e, allo stesso tempo, con due diagonali diverse: da un lato la musica dei compositori americani e dall’altro il duo per chitarra e flauto. In questo cd troveremo musiche di George Rochberg, Terry Riley, Marc Ribot, Osvaldo Golijov, Charles Wuorinen, Ruth Crawford Seeger e Mark Delpriora. Un insieme piuttosto eterogeneo, che va da musiche composte nel 1930, la “Diaphonic Suite for Flute” al più recente (2011) “Bateau for Guitar” di Marc Ribot, a soli per i due strumenti.

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Alberto Mesirca non è nome nuovo nell’ambito della musica contemporanea, già in passato aveva inciso degli ottimi cd attraversando questo genere così particolare. Una delle cose che mi ha sempre colpito del suo modo, non di interpretare, ma di gestire la musica, è il suo modo di scegliere i contenuti: Mesirca sembra, l’opinione è mia, operare secondo una sua personale narrazione. Una narrazione ampia ed estesa in cui la musica contemporanea rappresenta un sofisticato tassello estetico. Prendete i “Cantos Desiertos” di Terry Riley. Sono i brani più conosciuti all’interno di questo cd, ma le precedenti interpretazioni di questi brani dal sapore spagnoleggiante anni luce distanti dal minimalismo per cui il loro compositore è ben conosciuto, si contano sulle dita di una mano. Gli altri brani non possono contare su una diffusione discografica migliore. Qui abbiamo un interprete che scava nel repertorio, lo stimola, lo ricerca. Poi assembla. Unisce secondo una traiettoria da lui stesso percepita e definita. Il risultato finale diventa inevitabilmente superiore alla semplice somma delle sue parti. Questo nuovo tassello è un ulteriore passo avanti.

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