#Intervista a Alberto Mesirca ( Aprile 2019) su #neuguitars #blog

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Intervista a Alberto Mesirca ( Aprile 2019)

http://www.albertomesirca.com/

Bentornato sul blog Neuguitars.com, Alberto. Di recente è uscito il tuo nuovo lavoro in duo col flautista Daniele Ruggieri, “Music for flute and guitar” prodotto dalla Brilliant Classic. Questo disco vede il tuo ritorno alla musica contemporanea, ce ne vuoi parlare?

Grazie mille Andrea, certamente: questo disco è il frutto di una collaborazione, già iniziata alcuni anni fa, con il grande flautista Daniele Ruggieri. Grazie al lavoro con Claudio Ambrosini sono entrato in contatto con i membri dell’Ex Novo Ensemble, e dopo un primo concerto alle Sale Apollinee ho stretto una grande amicizia con Daniele, ed insieme stiamo cercando di sviluppare un lavoro di ricerca, riscoperta del repertorio inusitato e sviluppo attraverso la richiesta a compositori contemporanei di comporre per il duo flauto-chitarra. Questo progetto in particolare è dedicato agli autori americani che si sono cimentati nella scrittura per questa formazione, da Terry Riley a George Rochberg, ed attorno alle loro monumentali opere (secondo me, “Muse of Fire” e “Ora Pro Nobis” di Rochberg sono dei veri capolavori) abbiamo creato un programma che coinvolgesse anche il repertorio solistico americano dedicato ai nostri strumenti.

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Come mai avete scelto la Brilliant Classic come etichetta per questo disco?

Entrambi abbiamo già collaborato con Brilliant per la realizzazione di altri progetti passati, ed abbiamo trovato un appoggio entusiasta in Pieter Van Winkel, capo dell’etichetta. A mio parere, Brilliant è un’ottima etichetta, con distribuzione mondiale, a prezzi contenuti, e presente in tutte le maggiori piattaforme digitali: copre un possibile raggio d’utenza molto vasto, e dunque, se già sappiamo che al giorno d’oggi non si diventa più ricchi dalla vendita dei dischi, almeno sappiamo che tramite Brilliant la visibilità del programma che presentiamo è ottima.

Come avete scelto il repertorio? A parte i Cantos Desiertos di Terry Riley si tratta in gran parte di musiche poco note…

Ci siamo basati su una scelta di territorio, in particolare quello americano (nord-americano, escludendo solamente il brano di Golijov). “Muse of Fire” ed “Ora Pro Nobis” di Rochberg non avevano ancora avuto un’incisione in studio ufficiale, pur essendo stato un grandissimo compositore. Riley ha scritto anche interessanti brani solistici, ma questa Suite è caratterizzata da una particolare bellezza melodica, nonostante la scrittura e l’incastro delle voci siano molto complesse. Daniele ha avuto l’idea geniale di includere la Diaphonic Suite di Ruth Crawford-Seeger, e da questa idea ho pensato di includere alcuni brani solistici di autori americani che hanno scritto per chitarra, ma che non fossero legati all’avanguardia conosciuta e già visitata, come “Changes” di Elliott Carter.

Nel disco, infatti, ci sono anche tre brani solo per chitarra: Elegia di Mark Delprirora, Hexadactyl di Charles Wuornen e Bateau di Marc Ribot, ce ne vuoi parlare?

Certamente. Mark Delpriora è un grande compositore, chitarrista e didatta statunitense, docente alla Manhattan School di New York. Ha scritto numerosi ed interessantissimi brani, tra cui questa Elegia, dedicata a Basil Keiser, uno studente di Delpriora, proveniente da una famiglia benestante di New York e “board chairman” della New York Philharmonic per tanti anni, il primo che aveva ingaggiato Boulez. Il brano è legato alla poesia “Lake Isle of Innsfree” di Yeats. Marc Ribot, come sai, è stata una figura molto importante per me, perché grazie alla sua collaborazione sono riuscito a completare sia l’incisione che la pubblicazione dei lavori del suo maestro, l’haitiano Frantz Casséus. Ho pensato di omaggiarlo attraverso l’interpretazione di questo suo bellissimo brano, Bateau, che ho ascoltato in versione acustica. Charles Wuorinen è sicuramente, tra questi tre, il compositore che, dalla scrittura, predilige maggiormente l’atonalità, e il suo componimento, dallo stile dodecafonico, è molto interessante, sia per le spigolosità melodiche che per le accentuazioni ritmiche.

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Come procede la tua collaborazione con le Edizioni Musicali Berben?

Sta procedendo bene, a seconda dei brani pubblicati o in fase di pubblicazione. Stiamo aspettando la realizzazione della stampa di un brano di Marcelo Nisinman, ma nel frattempo ho pubblicato, in collaborazione con Michael Macmeeken e per Chanterelle-Schott, un libro, “The Chanterelle Guitar Anthology”, che comprende 40 brani di autori da Sor a Segovia, con registrazione annessa, e che verrà presentato alla MusikMesse di Francoforte nei prossimi giorni.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Stai ancora lavorando all’incontro tra i Book of Heads di John Zorn e Il Libro dei Volti di Carlo Boccadoro?

Adesso sto preparando i prossimi concerti, il prossimo sarà con Luca Scarlini alle OGR di Torino, mentre il lavoro di Boccadoro verrà incluso in un progetto discografico dedicato alla musica contemporanea italiana per Edizioni Da Vinci. Per Zorn ho bisogno di ricercare ancora, le incisioni già fatte sono molto interessanti e vorrei provare a dare nuova luce ai brani, senza ripetere le invenzioni di grandi predecessori.

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