Il rock di Andy Aledort e Bobby Lee Rodgers, grazie a Long Song Records, su #neuguitars #blog

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http://www.longsongrecords.com/

Parliamo di rock blues e lo facciamo mettendo fianco a fianco due dischi simili, per idee, concezione e spirito, e diversi per l’approccio del suono della chitarra elettrica. In un certo senso ascoltarli è come fare un salto mentale. Entrambi sono la continuazione di uno stile ben preciso che ha concluso la sua parabola nell’ambito della musica popolare in un momento che, personalmente, dentro di me, ho fatto coincidere con la morte accidentale e sfortunata di Steve Ray Vaughan, il 27 Agosto del 1990. E’ curioso, ma ho iniziato a scrivere questo articolo il 3 di ottobre, l’anniversario della nascita di Steve Ray Vaughan, e non era voluto. Ma è come se, con la sua morte, questo stile fatto di chitarre dal suono carico, energico, saturo, da una ritmica potente e energica e da testi inneggianti alle consuete tematiche triste blues e al desiderio del rock avesse iniziato un lento dorato declino popolare, allontanandosi dalle tendenze mainstream per rivolgersi a un pubblico di appassionati e di cultori, molti dei quali guitar addicted, devoti a quel peculiare “perfect tone”. Un sottogenere culturale per intenditori, quasi dimenticato sia dalla musica popular, sia da chi è appassionato di musica sperimentale, ma che ha saputo mantenere la sua dignità e ha continuato a sfornare una serie vincente di virtuosi capaci di proseguire su un ramo evolutivo separato del rock. Se il successo del grande pubblico latita, la loro qualità non fa rimpiangere i loro predecessori. Sto parlando di gente come Andy Aledort e Bobby Lee Rodgers. Quest’anno la label indipendente italiana Long Song Records ha stampato due loro lavori molto interessanti.

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https://longsongrecords.bandcamp.com/album/put-a-sock-in-it

Cominciamo con Andy Aledort & the Groove Kings e la ristampa di un capolavoro datato 1999, “Put a Sock in it”. Disco pazzesco e ristampa provvidenziale, con un suono ancora oggi fresco, potente e innovativo, enfatizzato dalla re-masterizzazione perfetta realizzata da Maurizio Giannotti. Fanno bene a chiamarsi Groove Kings, perché il groove che esprimono è trascinante e contagioso. Sono un trio, ma spesso c’è da chiedersi se non siano di più. Una sensazione creata dal loro interplay e dall’aspetto “fisico” della loro musica. Andy Aledort non si risparmia, suono saturo, corde tirate, bending perfetto, fluidità impressionante.

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https://longsongrecords.bandcamp.com/album/sled

E poi c’è Bobby Lee Rodgers. Disco prodotto proprio nel 2019. Vent’anni lo separano dal “calzino” di Andy Aledort e non posso certo dire che non sia cambiato nulla. Certo, parliamo sempre di blues rock e anche la cover parla chiaro: una Chevrolet Camaro SS 350 non passa inosservata e “parla” da sola. Ti dice: attento amico, questa è musica rock, musica per un motore V8. E si sente. Sempre la formula del trio. Niente fronzoli, un suono compatto, saturo. La distorsione al punto giusto, sfacciata e strafottente, ma mai esagerata. Un perfetto “muscle sound” che nel frattempo si è anche evoluto e aggiornato. Proprio come la Camaro. Cambia il design, cambia il tempo, ma la grinta e il suono del motore sono sempre gli stessi. Iconici, ma sempre sul tempo. E’ qualcosa che ti fa batter il piede e ti fa pensare che il rock c’è ancora, è andato fuori moda magari, ma c’è qualcuno che continua su quel percorso, che insiste nel cercare nuove traiettorie, nel portare avanti quella contagiosa energia. E questo mi fa sentire bene.

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