Three Free Radicals: avangarde ambient music, Scott L. Miller & Mart Soo su #neuguitars #blog

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https://open.spotify.com/artist/1zuab9OQ7LvbCmsUPtE97T

http://www.scottlmiller.net/index.php/bio/

https://et.wikipedia.org/wiki/Mart_Soo

http://www.newfocusrecordings.com/catalogue/three-free-radicals-diary-of-a-left-handed-sleepwalker/

A quanto pare i radicali liberi non sono entità tranquille. In chimica, si definisce radicale libero un’entità molecolare molto reattiva avente vita media di norma brevissima, costituita da un atomo o una molecola formata da più atomi, che presenta un elettrone spaiato: tale elettrone rende il radicale estremamente reattivo, in grado di legarsi ad altri radicali o di sottrarre un elettrone ad altre molecole vicine. Una delle loro caratteristiche è quella di reagire facilmente con una qualsiasi molecola si trovi in loro prossimità (carboidrati, lipidi, proteine, acidi nucleici), danneggiandola e spesso compromettendone la funzione. Inoltre, reagendo con altre molecole, hanno la capacità di autopropagarsi trasformando i loro bersagli in radicali liberi e scatenando così reazioni a catena che possono provocare estesi danni nella cellula.

E in musica? Cosa succede se dei radicali liberi vengono introdotti nella musica? Succedono cose interessanti, come quelle che avvengono nei tre dischi dei Three Free Radicals. In realtà i tre radicali liberi sono un duo formato dal compositore ed esperto di live-electronics di Minneapolis Scott L. Miller, noto per la sua musica da camera elettroacustica interattiva, le performance ecosistemiche e uso dell’ambiente di progettazione del suono Kyma nell’ambito della free improvisation, e dal chitarrista estone Mart Soo.

Mart Soo è uno dei chitarristi più sottovalutati e meno conosciuti che vi siano in circolazione. Oltre alla chitarra, usata sempre in modo creativo e magistrale, utilizza l’elettronica nell’ambito di free improvisation, jazz e musica minimalista, ho suonato e collaborato in dozzine di CD e compone musiche per spettacoli radiofonici, teatrali e cinematografici. I due si sono conosciuti nell’ambito del soggiorno di cinque mesi sponsorizzato da Fulbright a Tallinn, dove Miller ha scoperto una fertile scena dedita all’improvvisazione e alla musica d’avanguardia.

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Fino ad adesso hanno realizzato tre cd, tutti e tre di notevole livello: “Diary of a Left-Handed Sleepwalker” del 2015 pubblicato da New Focus Recordings, “Radical Travelogue” del 2017 e il recente, ottimo, “Atlas fo the Heavens” dove è presente anche l’arpista Liis Viira. Tre dischi di ottimo livello caratterizzati da un uso estremamente creativo sai dell’elettronica che della chitarra. I Thre Free Radichals suonano una musica ambient d’avanguardia decisamente complessa e caratterizzata da un approccio rigoroso e libero allo stesso tempo.

E’ data dall’unione tra un compositore e da un improvvisatore, entrambi legati da una inter-play fluido e tra loro perfettamente integrato. Un call & response intenso e complesso dove l’elettronica gioca come un terzo elemento creativo. Ho spesso avuto delle perplessità nell’ambito della musica ambient. Frutto delle splendide intuizioni di Brain Eno, è un genere che ha saputo continuare ad evolversi indipendentemente dal suo creatore, spesso per merito dei chitarristi che hanno usato il genere stesso come un campo di studio e di innovazione per l’uso integrato dell’elettronica e della chitarra, alla ricerca di nuove sonorità, ben distanti dai modelli iconici del rock. In altri casi invece è diventata una spenta ripetizioni di moduli poco creativi.

La differenza è data dalle idee e dalle impostazioni adottate alla base e i Three Free Radicals hanno adottato delle soluzioni davvero interessanti con un approccio legato sia alle capacità compositive di Miller sia alla sensibilità improvvisatrice di Soo, fuse dalle possibilità di interazione offerte dall’ambiente di progettazione del suono Kyma. L’ultimo “Atlas of the Heaves” rappresenta un ulteriore evoluzione di queste possibilità. Se le mappe e le costellazioni stellari sono di evidente ispirazione, l’inserimento dell’arpa di Liis Vira amplia le possibilità creative del gruppo, aggiungendo un nuovo elemento melodico e ritmico. Un ulteriore elemento innovativo. Siamo lontani anni luce sia dai classici modelli iconografici per la chitarra elettrica, sia che si parli di rock, di jazz o di “ambient classica” come quella di Eno e Fripp. I Three Free Radicals sfruttano piuttosto questi elementi innestandoli in una narrazione più evoluta e descostruita. Li vedo come un interessante ramo evolutivo dell’ambient e della free improvisation.

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