L’avventura musicale di Peter Söderberg su #neuguitars #blog

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Peter Söderberg è sempre stato un musicista avventuroso. Come liutista ha registrato sia la musica del rinascimento che del barocco, ma è apparso anche in diversi dischi di musica contemporanea. Ha suonato anche in alcuni gruppi jazz e anche come chitarrista ha suonato un sacco di repertorio contemporaneo. Ho due dei suoi cd nel mio archivio e ho sempre trovato la sua musica molto interessante. Ho apprezzato il cortocircuito temporale che è stato in grado di creare eseguendo musiche contemporanee in un contesto di suono totalmente diverso. È curioso pensare al liuto come uno strumento contemporaneo, dedicato a un repertorio contemporaneo. Ma cominciamo a prendere in considerazione questi due dischi: “The Contemporary Lute Cage, Karkoff, Reich, Stockhausen,” e “Liuto con Forza”.

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Peter Söderberg, Sven Åberg

The Contemporary Lute Cage, Karkoff, Reich, Stockhausen, Alice Musik Produktion , 1991

Tierkreis (1976) Composed By – Karlheinz Stockhausen

1 Aquarius

2 Pisces

3 Aries

4 Taurus

5 Gemini

6 Cancer

7 Leo

8 Virgo

9 Libra

10 Scorpio

11 Sagittarius

12 Capricorn

13 Aquarius

Four Duets For Two Lutes (1985) Composed By – Ingvar Karkoff

14 First Duet 3:52

15 Second Duet 1:15

16 Third Duet 1:55

17 Fourth Duet 1:00

18 Dream (1948) Composed By – John Cage

19 Piano Phase (1967) Transposed For Lute Composed By – Steve Reich

Questo è il primo disco dove ho potuto incontrare la musica di Cage eseguita per chitarra…solo che non era un disco di musiche per chitarra, ma per liuto. Esatto sì per liuto. “The Contemporary Lute” è uno di quei dischi piacevolmente anomali, che ti costringe a rivedere e a ripensare il tuo modo di approcciarti alla musica. Il disco, infatti, contiene un arguto controsenso: come si può eseguire musica pensata e composta centinaia d’anni dopo la nascita delle strumento interprete? Peter Söderberg e Sven Åberg suonano infatti arciliuti, liuti rinascimentali e tiorbe, tutti strumenti rinascimentali e barocchi, lontani anni luce dalla nostra epoca e dalle idee di Cage, Karkoff, Reich, Stockhausen. Normalmente avviene il contrario: si eseguono musiche del passato con strumenti contemporanei. In questo disco le prospettive vengono coraggiosamente ribaltate, suscitando non pochi dubbi per chi si diletta di filologia musicale. Solo “Four duets for two lutes” di Ivan Karkoff è stato appositamente composto per i due interpreti presenti nel disco. Tutte le altre musiche Tutti gli altri brani, i dodici segni zodiacali del Tierkreis di Stockhausen, il Piano Phase di Reich e il Dream di Cage sono oggetto di trascrizioni da parte di Söderberg, e quindi di interpretazioni e trasposizioni formali per il liuto.

Si tratta quindi di una sorta di rivoluzione copernicana nell’ambito della musica classica, dove le trascrizioni seguono normalmente il percorso dal passato verso il contemporaneo e non il contrario. Il risultato è leggermente straniante. E’ una sorta di cortocircuito temporale: siamo abituati a ascoltare trascrizioni di musiche rinascimentali e per pianoforte, addirittura per chitarra elettrica. Si tratta di attualizzazioni di linguaggi musicali pensati per altri altri strumenti trasportati su un piano contemporaneo: le musiche guadagnano un suono e un fraseggio diverso e allo stesso tempo il repertorio per lo strumento viene allargato. La chitarra classica, in particolare, ha goduto notevolmente di atteggiamento culturale, approfittandone per allargare un repertorio classico decisamente ristretto. Qui però le cose sono diverse. Qui abbiamo uno strumento che risorge dal passato per eseguire delle musiche contemporanee, per lui non pensate, per lui neanche immaginate al momento del suo apparire sull’orizzonte musicale. Questo strumento non porta con se solo il suo bagaglio di suoni, immagini musicali e potenzialità espressive, che tra l’altro si danno già come acquisite, essendo ben testate nel corso dei secoli e da tanta letteratura musicale. Porta con se un potente aggregato di contenuti, messaggi e collegamenti. Porta con se la storia. Porta con se tutto un contesto culturale e poetico fatto di collegamenti legati a momenti storici passati. Ora, suonando musica contemporanea, è un po’ come se tutti questi collegamenti, tutto questo bagaglio culturale venissero rimossi. E’ un po’ come se ascoltassimo il liuto per la prima volta.

Credo che questo contesto sarebbe molto piaciuto a John Cage. Questo disco è stato realizzato mentre lui era ancora in vita, ma non so se ha avuto la possibilità di ascoltarlo, probabilmente una mente libera come la sua avrebbe apprezzato l’arguzia nascosta nelle note in questo disco. Come abbiamo già visto per altri cd, Dream è un brano molto amato dai chitarristi. Cage ha scritto questo pezzo per pianoforte: qui viene eseguito in una versione per arciliuto e viola da gamba da Peter Söderberg e Leif Henriksson. Il pezzo è stato composto su richiesta del collaboratore di lunga data di Cage, il ballerino / coreografo Merce Cunningham. Come era sua abitudine, Cage iniziò a lavorare su Dream solo dopo che la danza fu completamente pianificata e Cunningham gli aveva fornito una lista dei modelli metrici per ogni danza come modello da cui Cage poteva procedere.

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Peter Söderberg

Liuto Con Forza, Phono Suecia, 2010

1. Varianti for Lute by Bengt Hambraeus

2. Luta for Theorbo by Ivo Nilsson

3. Pice for Lute and Live Electronics by Erik Peters

4. Vision and Ashes by Lars Ekström

5. Pieces (4) for Lute by Ingvar Karkoff

6. Chemin de Silence by Kent Olofsson

Quasi venti anni dopo Peter Söderberg pubblica questo nuovo disco, ancora dedicato alla musica contemporanea, composta appositamente per il liuto. Anche questo è un programma interessante e questa volta tutta la musica è composta per liuto. “Varianti per Liuto solo” è stato l’ultimo pezzo scritto da Bengt Hambræus, Swedish-Canadian organist, composer and musicologist, durante la sua malattia. Il suo brano di contraddistingue per l’uso di accordature non ortodosse, includendo alcuni climax feroci che avrebbero fatto sobbalzare qualsiasi liutista del Rinascimento e senza dubbio sarebbero stati accolti con disapprovazione. Ma ci sono anche alcuni riferimenti alla tradizione di un Dowland o di un Francesco da Milano.

“Luta for Theorbo” di Ivo Nilsson, anche lui compositore svedese ci riporta ancora più indietro, in quanto riecheggia il suono dell’oud, l’antenato del liuto, attraverso l’uso della microtonalità. Nilsson crea una sorta di ponte tra le origini mediorientali del liuto e alcuni idiomi completamente contemporanei, generando delle esplorazioni della gamma dinamica dello strumento con risultati particolarmente interessanti. “The Piece for Lute and Live Electronics” di Erik Peters, composer and performer living in Stockholm, active in the field of experimental music and sound art, contiene alcuni momenti di bellezza eterea, l’elettronica a volte supporta e estende le note del liuto, a volte le circonda con un alone di suoni appena uditi; a volte l’elettronica diventa il partner per un dialogo musicale. Lars Ekström, professore di composizione e strumentazione presso il Royal College of Music di Stoccolma, nel suo “Visions and Ashes for Theorbo” cita da Dowland (The Frog Galliard), ma solo come punto di partenza per una scrittura tipicamente moderna. E’ un brano in tre brevi movimenti, con riferimenti alla fantasia barocca. Ingvar Karkoff ha composto i suoi “Four Pieces for lute” per il liuto barocco, invece che per lo strumento rinascimentale. Il programma si chiude con un’ultimo brano “Chemin de Silence I-III” di Kent Olofsson. Anche qui ci sono echi del barocco , ma la musica richiede uno strumento riadattato in quarti di tono e con tasti aggiuntivi. Il teorema utilizzato in Chemin de Silence produce alcune trame profonde e scure e alcuni effetti suggestivi di una sorta di mistero poetico e persino di aspettativa religiosa. È musica molto sorprendente; come tante altre cose su questo disco, rappresenta un allargamento della tradizione del liuto.

Ho molto apprezzato questi dischi e non solo per motivi meramente musicali. Certo. Söderberg è un virtuoso e un interprete coraggioso e dotato di una visione musicale, ma qui siamo un passo più avanti. Questi dischi non esprimono soltanto delle nuove possibilità musicali, ma rappresentano un rovesciamento del paradigma estetico. Il passato ritorna con un suo bagaglio specifico di suoni per essere messo a disposizione di ciò che è contemporaneo. Suoni che appartengono a una tradizione passata e a un passato che non ci appartengono, ma da cui proveniamo, si mettono a disposizione per una musica completamente diversa. Si tratta di una dislocazione temporale. Di una nuova nascita. Di una tradizione che cerca il superamento di stilemi ormai datati e ben approfonditi come la filologia musicale. Peter Söderberg è il portatore di un nuovo paradigma musicale.

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