Voce e chitarre, due esempi di possibile contemporaneità: Beek! di Jakapi-Praestholm-Soo e Sul Filo di Iva Bittova e Paolo Angeli su #neuguitars #blog

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https://jakapi-praestholm-soo.bandcamp.com/releases

https://angelimanucheproductions.bandcamp.com/album/sul-filo

Cosa succede quando la voce non viene usata come una voce e la chitarra non viene usata come una chitarra? In poche parole cosa succede quando voce e chitarra non vengono utilizzate in modo idiomatico? Succede che ci si inoltra in territori sconosciuti ed eccitanti dove le combinazioni e le possibilità possono essere infinite e i risultati i più disparati.

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Cominciamo con il disco del trio composto da Roomet Jakapi (voice/electronics), Niels Preastholm (bass/electronics) e Mart Soo (guitar/electronics), il loro cd Beek! realizzato da Improtest Records nel novembre del 2019 è stato una delle ultime ventate di aria fresca del 2019. Beek! è un disco che crea all’ascoltatore una sensazione estraniante, la voce non canta un testo e le musiche non la accompagnano nel senso canonico del termine.

Non c’è nessuna forma canzone e non si capisce se si tratta di musiche nate dalla libera improvvisazione o se seguano un testo composto in maniera rigorosa e dettagliata. Tutti e tre gli strumenti (voce, basso e chitarra) vengono spinti ai limiti estremi delle loro credenziali sonore, la loro combinazione sonora sembra frutto più di un interplay istantaneo e irreperibile, un qualcosa di telepatico che parla di pura sperimentazione a 360 gradi.

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L’elettronica qui gioca un ruolo importante, viene usata come un quarto elemento destabilizzatore e allo stesso tempo unificante, un collante e un moltiplicatore delle idee che vengono lanciate dai tre musicisti. E’ un disco corale,molto compatto. Davvero interessante.

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Avviene qualcosa di simile con Iva Bittova e Paolo Angeli. Qui sperimentazione, folk, musica mediterranea e balcanica e improvvisazione si uniscono in qualcosa di unico che ammalia e tocca l’anima. “Sul Filo” è un disco in continua sospensione, non a caso registrato in concerto, una sorta di “best of” estratto da diversi momenti live tra il 2015 e il 2017.

Paolo Angeli è come sempre alle prese con la sua chitarra sarda preparata da cui ormai è riuscito a ricavare un arsenale di suoni semplicemente incredibile. Iva Bittova si divide tra il suo violino e la sua voce che usa come un vero e proprio strumento. Anche qui l’elettronica gioca un ruolo importante. Viene usata come un fattore moltiplicatore di suoni e idee, è presente, ma non è invadente.

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E’ un disco che ha un sapore europeo, ma dove la geografia diventa liquida, mutevole e cangiante. Elementi folk, etnici e popolari diversi e lontani tra di loro migliaia di chilometri si uniscono, si fondono e si scontrano su un gioco di equilibri precario e eccitante. Anche qui improvvisazione e interplay diventano determinanti e, allo stesso tempo, garantiscono un fenomeno geografico estraniante e uniscono world music e avanguardia, etnomusicologia e sperimentazione in un mix eccitante e amabile. Non lasciatevelo scappare.

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