Quando la melodia va oltre il sentimentalismo e diventa un fattore positivo: Kulg e Kulg II di Mart Soo su #neuguitars #blog

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https://martsoo.bandcamp.com/releases

https://martsookulgejad.bandcamp.com/releases

Scrive Carl Wilson nel suo libro “Musica di merda”: “Per un secolo e passa il sentimentalismo è stato il peccato capitale dell’estetica. Dire che un’opera d’arte è sentimentale significa necessariamente condannarla.” Vero. Inutile negarlo. Il punk e la musica contemporanea di Darmstadt ce l’hanno messa tutta per bollare il Sentimentalismo melodico come uno dei grandi peccati capitali del Novecento. Non avevano tutti i torti, di eccesso di sentimentalismo e di melodie zuccherose si può anche morire, per overdose di diabete musicale.

Però è anche vero il contrario, si può morire per mancanza di ossigeno, quando tutto diventa così esageratamente mentale e desertico, quando la componente emotiva viene volutamente cancellata.

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In questi ultimi giorni, così difficili per tutti noi, mi sono ritrovato ad ascoltare questi due dischi del chitarrista estone Mart Soo ripetutamente, e ho ripensato a quanto scritto da Carl Wilson.

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La musica di questi due dischi, Kulg e Kulg II, mette in evidenza alcuni aspetti di Mart Soo che non erano apparti nei precedenti dischi che avevo commentato qui sul blog (“Three Free Radicals”, “Beek!” e “Sõnastik”): una cura eccezionale per i dettagli melodici e un senso della melodia stessa perfetto. La musica di Kulg e Kulg II esprime un senso raffinatissimo per la melodia e i suoni puliti, un oasi naturale di puro senso estetico. Due dischi curatissimi in ogni dettaglio, in ogni nota della chitarra di Mart Soo e del gruppo, perfetto, che lo accompagna, i Kulgejad.

Kulg. Ho impiegato un po’ a capire come si poteva tradurre questa parola estone. Alla fine, dopo qualche ricerca, ho scoperto che si può tradurre come “corso, sviluppo” come qualcosa che da un senso di movimento, di proiezione, di crescita. E questo senso di scorrimento, di crescita positiva attraversa tutti i due dischi. Kulg esprime un jazz melodico, raffinatissimo ed elegantemente arrangiato. La verità è che è difficile separare tutto questo dal romanticismo che considera gli album come un medium d’autore, come le pennellate che compongono un quadro, ma forse questo romanticismo, questa coolness levigata è quello che ci occorre in queste giornate così pesanti e impegnative. C’è un senso di elegante leggerezza in queste musiche così cristalline e dai suoni così tersi e puliti, non è musica da arredamento, è qualcosa di attentamente studiato e suonato, una sorta di cool jazz da camera, morbido, elegante e raffinato. Meraviglioso.

Per saperne di più su Mart Soo:

https://neuguitars.com/2019/10/17/three-free-radicals-avangarde-ambient-music-scott-l-miller-mart-soo-su-neuguitars-blog/

https://neuguitars.com/2020/01/16/voce-e-chitarre-due-esempi-di-possibile-contemporaneita-beek-di-jakapi-praestholm-soo-e-sul-filo-di-iva-bittova-e-paolo-angeli-su-neuguitars-blog/

https://neuguitars.com/2019/04/05/recensione-di-sonastik-del-weekend-guitar-trio-bella-musica-1995-su-neuguitars-blog/

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